Marta Bonafoni (Pop): “Roma Futura sarà la sorpresa”

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“Legittime le rivendicazioni dei partiti, c’è spazio per due liste”, spiega a Roma Today la consigliera regionale della Civica Zingaretti

 

“L’adesione di Pop a Roma Futura è la risposta all’appello promosso da Giovanni Caudo per una lista civica ecologista, femminista, che punta a combattere l’ingiustizia sociale. Siamo stati dentro fin dal primo momento, la lista c’è e ci sarà”: Marta Bonafoni, già direttrice di Radio Popolare Roma e dal 2013 consigliera regionale a sostegno di Nicola Zingaretti, da qualche mese anima il progetto Pop – Idee in movimento, attivo nella sinistra civica romana. L’abbiamo raggiunta al telefono per Roma Today: “Le prime risposte informali che stiamo avendo sono davvero incoraggianti. C’è un mondo che cercava un luogo per poter dire la sua riguardo un’idea di città e i primi riscontri che abbiamo dimostrano che la nostra idea stia suonando bene. Pensiamo che con un buon lavoro, buone proposte, una campagna elettorale fresca questa lista potrà dare sorprese alla coalizione e al candidato Roberto Gualtieri”.

Roma Futura doveva però essere la lista unitaria della sinistra, aggregando mondi che lei conosce molto bene. Cosa è accaduto consigliera Bonafoni?

Credo che ci siano state legittime posizioni che non hanno trovato una sintesi. Penso che per fare un’operazione che parli non solo ai mondi che già conosciamo, ma agli astensionisti, ai delusi M5S, c’era bisogno di un contenitore che oltre a dirsi nuovo avesse evidenti elementi di novità. Abbiamo discusso in maniera molto fitta per settimane e si è verificata un’impasse, oggi con due mesi di tempo prima delle elezioni non mi pare ci sia lo spazio per fare sforzi non verosimili. Non farei una tragedia di quanto avvenuto, credo che ci sia spazio per le due liste che si prefigurano. Ovviamente, noi pensiamo che questa sia la proposta migliore.

Quale allora il valore aggiunto di Roma Futura? 

L’elemento fondamentale nella proposta di Roma Futura è provare a far avanzare una classe dirigente nuova, che sia in connessione con quelle energie sociali che durante i giorni della pandemia hanno saputo fare la differenza in termini di affiancamento ai bisogni, di vicinanza a quelle persone che soffrivano e che soffrono. Per contro le realtà che fanno capo a partiti e tradizioni consolidate volevano rivendicare prima di altro le proprie identità. Così si è creata una divaricazione all’interno di un dibattito devo dire comunque molto franco.

Quale il contributo di Pop a Roma Futura in termini di idee e di programma? 

Il nostro contributo noi lo abbiamo fatto vivere in questi mesi dentro al progetto RomapuòRifiorire, le nostre proposte per la città del futuro. Ho apprezzato che lo sguardo della lista non si riferisca solo ai prossimi cinque anni ma guardi al futuro. I capisaldi di questa nuova storia dovranno essere la transizione ecologica, fatta sul serio e non solo per titolo. Roma ecologica deve essere un pilastro trasversale per la produzione di lavoro di qualità, per la lotta alle disuguaglianze, di genere, deve porsi come pilastro di quelle forze che guardano alla cura delle fragilità. C’è poi il tema della Roma Meticcia, del lavoro su accoglienza e convivenza, per una Roma di nuovo capitale d’Europa e centro del Mediterraneo. C’è il tema della scuola, della cultura, dei cammini, l’attenzione alla sanità territoriale. C’è la voglia di dare vita a un nuovo modello di città che sia alternativo e agganciato a un’idea di futuro. Tutto questo era già raccolto nelle proposte di Giovanni Caudo, nell’appello originario c’era scritto transizione ecologica, lotta alle disuguaglianze, messa a sistema delle ricchezze di Roma quali università, centri di ricerca, saperi diffusi. Con Giovanni ci siamo incontrati direi perfettamente.

(RomaToday)

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