In migliaia in strada a Roma e Milano per il Gay Pride: “Aboliamo il concordato”

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Doveva essere un semplice sit in. Invece alla fine le migliaia di manifestanti hanno dato vita al corteo che ha colorato le strade di Roma.

Niente carri nè musica tecno ma alla fine il corteo viene autorizzato quando si è capito che la piazza non avrebbe potuto tenere le migliaia di persone accorse. Inizia con un Cristo Lgbt con corona di spine, stimmate colorate e lenzuolo arcobaleno il corteo del Gay Pride a Roma.

Come al solito coloratissimo, volutamente provocatorio, è un corteo decisamente giovane quello che sfila per le strade di Roma partendo da piazza Vittorio, nel cuore dell’Esquilino. Qui centinaia di ragazzi e ragazze si sono ritrovati con tante bandiere, tra tutte quelle arcobaleno e quelle più bianche del Partito Gay. Ad aprire il corteo il cartello “Aboliamo il concordato” in relazione alle recenti polemiche sul disegno di legge Zan osteggiato da una parte dei cattolici. 

Evento stanziale invece all’Arco della Pace a Milano dove centinaia si sono radunati per l’evento conclusivo della Pride week che ha visto l’intervento del deputato Alessandro Zan: “Noi siamo un paese dell’Unione europea che ancora non si e’ dotato di una legge contro i crimini di odio. Questo e’ molto grave – ha detto parlando del ddl che porta la sua firma – . Stiamo parlando di violenza, di discriminazione, di bullismo”. “Come ha fatto notare il presidente della Repubblica Sergio Mattarella – ha aggiunto – se qualcuno viene discriminato per la propria condizione personale, cioé solo perché esiste, allora questo è un problema di violazione dei principi di uguaglianza. Ecco perche’ l’Italia deve decidere se stare con i paesi piu’ avanzati che tutelano i propri cittadini o scivolare rovinosamente verso quei paesi come l’Ungheria e la Polonia che stanno smantellando le liberta’ individuali e democratiche. L’Italia – ha concluso Zan – deve decidere di stare dalla parte dei diritti e non dalla parte delle discriminazioni”

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A far da contraltare alle piazze arcobalneo è il sit-in dell’associazione Pro Vita e Famiglia onlus a piazza Castello a Torino.

“Siamo scesi in campo per dire che noi e milioni di italiani #Restiamoliberi. Non solo il nostro gazebo informativo è stato a disposizione dei torinesi che hanno voluto informazioni reali sulla proposta di legge contro l’omotransfobia, ma abbiamo fatto sfilare anche alcuni camion vela con immagini eloquenti per far capire alle persone i rischi che si nascondono dietro la propaganda antidiscriminatoria” spiega Jacopo Coghe, vice presidente di Pro Vita e Famiglia onlus presente insieme ad altri gruppi ed associazioni alla manifestazione contro il ddl Zan.

“Vorrei trovare qualcuno che non sia d’accordo sul rispetto di ogni persona e di ogni opinione, ma qui ci troviamo di fronte ad una legge liberticida che mette a rischio bambini e donne – ha continuato dal palco Jacopo Coghe – perché verranno distrutti i loro diritti e noi questo non lo possiamo permettere”. “E’ in gioco la nostra libertà di espressione e non solo, si chiede che venga rispettata anche la libertà religiosa e quella educativa” – ha continuato Jacopo Coghe. “L’articolo 7, che istituisce la giornata nazionale contro l’omofobia da celebrare nelle scuole di ogni ordine e grado, deve essere soppresso. È un’entrata a gamba tesa che viola il diritto di priorità educativa dei genitori. Già oggi con la scusa del bullismo si entra nelle scuole a spiegare ai ragazzi e ai bambini di tutto, transessualità, genderismo e noi non vogliamo questo per i nostri figli” ha proseguito Coghe. “Sia chiaro e lo gridiamo al governo e a tutti: noi non vogliamo il gender in nessuna scuola, cattolica o meno, non è un problema di confessione o religione, di scuole cattoliche o statali, ma di libertà educativa di tutte le famiglie italiane”.

(RomaToday)

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