Elezioni Roma, “la lista della sinistra unita può essere più forte di Carlo Calenda”

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Riunione del comitato promotore, presenti Articolo 1, Sinistra Italiana, E’Viva, Sinistra per Roma. Labbucci: “Ecco le prime iniziative”

Un centrosinistra che non sia a trazione PD e che metta al centro “il milione di disoccupati e nuovi poveri già certificati dall’Istat negli ultimi giorni”: è questa l’ambizione delle forze che si sono incontrate il 18 giugno per tracciare i primi passi della lista unitaria della sinistra alle elezioni comunali di Roma Capitale che, secondo i promotori, se ben costruita “può raccogliere più voti dello schieramento liberale che si raccoglie intorno a Carlo Calenda”. Incognita, la partecipazione del gruppo che fa capo ad Amedeo Ciaccheri, il collettivo di Liberare Roma che schiera alle primarie Imma Battaglia: assenti alla conferenza stampa, con loro l’appuntamento è a dopo le primarie. Forse.

“Ci diamo il primo luglio come termine per definire il profilo programmatico e la nostra differenziazione rispetto alle altre forze della coalizione. Lavoriamo sinceramente perché all’indomani dei gazebo si possa davvero costruire una lista larga e plurale con Liberare Roma e il gruppo di Giovanni Caudo. Porte aperte anche ai Verdi”, spiega Adriano Labbucci, che presenta il nuovo appello e le prime iniziative: appuntamento iniziale giovedì 24 con una tavola rotonda sul tema del diritto all’abitare e del patrimonio capitolino con “Carlo Cellamare, Vezio de Lucia, Enrico Puccini, Silvia Ottolini”. “Il nostro obiettivo”, continua Piero Latino, Articolo 1, “è di essere la prima lista più votata della coalizione dopo il PD. La vittoria del centrosinistra deve contenere in sé questo sforzo di differenziazione e spero che questo possa essere un segnale nazionale”, continua Latino.

“I cittadini hanno chiesto un cambio di rotta”, ha spiegato Floriana d’Elia per Sinistra Per Roma: “Dobbiamo dare un contributo di coesione e di unitarietà, se ci si divide si perde”. Le primarie “sembrano aver perso quello spirito di coinvolgimento”, continua Riccardo Agostini, già consigliere regionale per la sinistra e segretario regionale di Art1: “Ma una coalizione a sola trazione PD ha difficoltà ad entrare nell’anima della città. Noi vogliamo l’unità delle forze progressiste e l’unità delle forze della sinistra. Alle prossime elezioni”, continua Agostini, “combatteremo casa per casa”.

L’appello per la lista unitaria della sinistra, firmato da intellettuali come Luciana Castellina, Domenico de Masi, Salvatore Monni, Andrea Costa, recita:

“non vogliamo ritornare a come eravamo prima e non abbiamo bisogno delle vecchie ricette. Da questa crisi Roma può uscirne migliore se ripensa se stessa. (…) Ma per fare cose diverse bisogna pensare diversamente. Significa mettere al centro altri valori e finalità: unire ciò che la crisi divide, rimuovere le diseguaglianze, rigenerare ciò che è stato devastato. (…) Perché nessuno si salva da solo. Per questo serve una lista unitaria e plurale, dove ritrovarsi su un piano di pari dignità tra soggetti politici, esperienze di cittadinanza attiva, associazioni, reti, movimenti che in questi anni hanno rappresentato un presidio sociale, culturale, democratico fondamentale. Le tante persone che ogni giorno dicono e fanno cose di sinistra: per la riqualificazione delle periferie; per il diritto alla salute e un nuovo welfare; per il lavoro e la sua dignità; per la riconversione ecologica; per i diritti e la libertà delle donne e delle persone lgbtq+; per la difesa dei beni comuni; per una scuola aperta, laica e inclusiva; per il diritto all’abitare e l’uso socio-culturale del patrimonio pubblico; per la tutela del territorio e del paesaggio; nella lotta alle mafie; nella solidarietà ai migranti e nel costruire mutualismo verso chi ha bisogno”.

(RomaToday)

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