Covid. Firmato regolamento sul Green pass Ue, al via dal 1° luglio. Come funziona

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Uno strumento per la ripresa della circolazione nell’Ue. Allo stesso tempo in Uk si va verso il rinvio della riapertura totale prevista inizialmente per il 21 giugno: spaventa la variante Delta

Il presidente del Parlamento europeo David Sassoli, la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, e il primo ministro portoghese Antonio Costa, hanno firmato il regolamento sul certificato digitale Covid dell’Ue. Nel contempo nel Regno Unito si va verso il rinvio della riapertura totale prevista inizialmente per il 21 giugno: spaventa la variante Delta, ovvero la mutazione del Covid-19 in un primo momento chiamata indiana. La variante Delta è al momento responsabile di 9 contagi su 10 nel Regno Unito, dove sono oltre 29 milioni le persone che hanno ricevuto entrambe le dosi di vaccino, ovvero il 55,4% della popolazione. Il livello di trasmissibilità che vi si attribuisce è di circa il 60% superiore alle altre varianti e in particolare a quella cosiddetta inglese (Alpha), che si considera originariamente mutata in Kent. L’ultimo conteggio ufficiale segnala nel Paese 8.125 nuovi casi in 24 ore e 17 decessi, cifre che hanno indotto anche la British Medical Assiciation ad unirsi al coro di chi chiede un rinvio della riapertura. “Se ci sarà un aumento dei contagi” legato alla variante indiana “anche noi dovremo tornare alla quarantena per chi arriva dall’Inghilterra. Ma valuteremo. Per ora non c’è motivo di pensare ritardi nelle riaperture” in Italia, ha spiegato il presidente del Consiglio, Mario Draghi.

Rispetto all’ultimo passaggio formale, a livello di istituzioni europee, che dà il via libera al certificato digitale Covid Ue, noto anche come digital green pass, ecco come cambiano le regole per contribuire alla ripresa economica e come verranno facilitati gli spostamenti all’interno dell’Unione europea.

Il certificato COVID digitale dell’Ue agevola la libera circolazione sicura dei cittadini nell’Ue durante la pandemia di COVID-19.
Il certificato viene introdotto negli Stati membri dell’UE. I paesi possono rilasciare e utilizzare tale documento, che sarà disponibile in tutti gli Stati membri dell’UE a partire dal 1º luglio 2021.

Cos’è il certificato COVID digitale dell’Ue?
Un certificato COVID digitale dell’UE è una prova digitale attestante che una persona:

1. E’ stata vaccinata contro la patologia da COVID-19
2. Ha ottenuto un risultato negativo al test, oppure
3. E’ guarita dalla patologia

Caratteristiche principali del certificato:
In formato digitale e/o cartaceo
Con codice QR
Gratuito
Nella lingua nazionale e in inglese
Sicuro e protetto
Valido in tutti i paesi dell’Ue

Come si ottiene il certificato?
Le autorità nazionali sono responsabili del rilascio del certificato.Viene, ad esempio, essere rilasciato da centri che effettuano i test, dalle autorità sanitarie o direttamente tramite un portale eHealth.
La versione digitale può essere salvata su un dispositivo mobile. I cittadini possono inoltre richiedere una versione cartacea. Entrambe le versioni disporranno di un codice QR contenente le informazioni essenziali e di una firma digitale per garantire l’autenticità del certificato.
Gli Stati membri hanno concordato un modello comune che può essere utilizzato per le versioni sia elettroniche che cartacee al fine di facilitarne il riconoscimento.

In che modo contribuirà alla libera circolazione?
Il certificato COVID digitale dell’UE sarà accettato in tutti gli Stati membri dell’Ue. Contribuirà a far sì che le restrizioni attualmente in vigore possano essere revocate in modo coordinato.Gli Stati membri dovranno astenersi dall’imporre ulteriori restrizioni di viaggio ai titolari di un certificato COVID digitale dell’Ue, a meno che esse non siano necessarie e proporzionate per tutelare la salute pubblica.
In tal caso, ad esempio in risposta a nuove varianti che destino preoccupazione, lo Stato membro in questione è tenuto ad informare la Commissione e tutti gli altri Stati membri e giustificare tale decisione.

Come funzionerà il certificato?
Il certificato COVID digitale dell’Ue contiene un codice QR con una firma digitale per impedirne la falsificazione.
Al momento del controllo del certificato, si procede alla scansione del codice QR e alla verifica della firma.
Ogni organismo autorizzato a rilasciare i certificati (ad esempio un ospedale, un centro di test o un’autorità sanitaria) ha la propria chiave di firma digitale. Tutte le chiavi di firma sono conservate in una banca dati protetta in ciascun paese.
La Commissione europea ha creato un gateway per garantire che tutte le firme dei certificati possano essere verificate in tutta l’UE. I dati personali del titolare del certificato non passeranno attraverso il gateway dato che ciò non è necessario per verificare la firma digitale. La Commissione europea ha inoltre aiutato gli Stati membri a sviluppare software e app nazionali per il rilascio, l’archiviazione e la verifica dei certificati e li ha sostenuti nelle prove necessarie per aderire al gateway.

I cittadini che non sono ancora vaccinati potranno recarsi in un altro paese dell’Ue?
Sì. Il certificato COVID digitale dell’UE è inteso ad agevolare la libera circolazione all’interno dell’UE. Non costituirà un prerequisito per la libera circolazione, che costituisce un diritto fondamentale nell’UE.

(Avvenire)

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