Nichi Vendola annuncia il suo ritorno sulla scena pubblica: “Attendo che la giustizia completi il suo cammino”

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L’ex presidente della Regione Puglia, ritorna dall’esilio che si ero imposto, dopo essere stato condannato in primo grado a 3 anni e mezzo nel processo sul presunto disastro ambientale causato a Taranto dall’ex Ilva

L’ex presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ha oggi scritto un lungo post su facebook con il quale ha preannunciato un suo ritorno sulla scena pubblica, dopo anni in cui si è tenuto ai margini della vita politica.
Il 31 maggio Vendola è stato condannato in primo grado a 3 anni e mezzo nel processo sul presunto disastro ambientale causato a Taranto dall’ex Ilva.
“Nell’attesa che la giustizia completi il suo cammino, senza mai sottrarmi al vaglio critico dell’autorità giudiziaria, riprendo la parola, tornando dall’esilio in cui avevo scelto di stare”.
Ha ricordato sui social: “Come forse saprete, la ragione del mio allontanamento dalla scena pubblica è legata al coinvolgimento, per me drammatico e inatteso, nell’inchiesta sull’Ilva io sono stato in disparte, anche perchè l’unica ricchezza che ho cumulato nella mia vita è la reputazione, che non è un diploma o un curriculum ma l’immagine e il senso stesso di una vita intera. Per me l’immagine e il senso di una storia di militanza cominciata all’inizio degli anni Settanta del secolo scorso, cioè cinquant’anni fa.Io attendevo dalla Corte di Taranto, dopo 8 anni di processo, di essere restituito a questa storia e all’assoluta correttezza delle mie azioni. Così non è stato”.

“Aspetterò l’esito dell’appello con la stessa convinzione. Ma a differenza degli anni passati non rinuncerò a parlare delle cose che mi stanno più a cuore – ha proseguito Vendola – Sia pure dai margini della scena, vorrei continuare a offrire un punto di vista che deriva da un’inesausta passione politica, che è passione per la vita e il vivente, passione per il mondo e per i diritti. Credo sia urgente elevare il livello del dibattito pubblico alla luce delle lezioni della pandemia, che disvelano la fragilità dell’esistenza umana, ma anche la follia di un modello di sviluppo incentrato sul dominio del profitto e sull’irresponsabilità ambientale, e che ad oggi vedono come effetto dirompente il moltiplicarsi delle disuguaglianze.

Nell’attesa che la giustizia completi il suo cammino, senza mai sottrarmi al vaglio critico dell’autorità giudiziaria, riprendo la parola, tornando dall’esilio in cui avevo scelto di stare”.

(Globalist)

 

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