Giuseppe Conte, l’Avvocato dei moderati

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Lontani i tempi in cui s’ergeva paladino del popolo. Ora scrive un programma centrista, mentre Grillo mette il veto a deroghe sul doppio mandato

 

Una piattaforma per convincere i moderati. Nonostante gli evidenti tentativi di tranquillizzare l’ala più radicale del Movimento 5 stelle, nonostante la competizione a sinistra con il Partito democratico che è visto come l’interlocutore naturale del nuovo corso, Giuseppe Conte sta in queste ore stilando il programma con una bussola: manca un’offerta elettorale al centro del centrosinistra, manca un partito che raccolga l’elettorato definito moderato. Ed è lì che il M5s che si rifà l’abito cercherà le proprie fortune nel paese e alle urne.

“Non sarà un partito moderato, ma parleremo all’elettorato moderato, il che è un concetto molto diverso”, ha spiegato ieri sera a Di Martedì, nel tentativo di sfuggire comunicativamente alle ironie degli avversari politici. “Potremo dargli la tessera come socio onorario”, dice giust’appunto Giacomo Portas che è deputato del Pd ma anche leader della formazione politica dei Moderati.

Conte è attento nel lessico, a volte fumoso, attentissimo a non sbilanciarsi, perché per quanto racconti di un Movimento “unito” e che da questo punto di vista “vi stupirà” conosce perfettamente le tante linee di tensione se non di frattura che lo attraversano: “Dice che ha un grande rapporto con i gruppi parlamentari – osserva caustico un parlamentare di seconda legislatura – e ha fatto piacere a tutti noi sentire queste parole, dato che non l’abbiamo mai visto”.

Cammina sulle uova Conte, almeno all’interno, conscio di non potersi permettere drammi o nuove scissioni. Rinvia sulla regola del doppio mandato perché spaccherebbe i gruppi, e perché Beppe Grillo, con il quale i contatti sono costanti, è fortemente contrario a incrinare uno degli ultimi pilastri rimasti dalle origini, e nelle ultime ore avrebbe posto il veto. Ma intanto lavora a una piattaforma per intercettare un tipo di elettorato che poco o nulla c’entra con il popolo del Vaffa, con la rabbia sociale che ha portato quello che era il partito dell’anti-casta a percentuali impensabili fino a qualche lustro fa.

E così nelle linee guida che sta scrivendo saranno centrali i temi del lavoro, delle politiche attive per abbattere la disoccupazione e arginare i possibili licenziamenti, delle piccole e medie imprese, territorio vasto e per larghi tratti inesplorato sul quale lanciare la competizione a Matteo Salvini e a Forza Italia, e del fisco, argomento che diventerà caldo nelle prossime settimane e dove i 5 stelle si vogliono inserire con una doppia bussola, un abbassamento generale del carico fiscale e una più equa ripartizione delle aliquote. Il tutto non rinnegando il filo conduttore di un’etica pubblica da salvaguardare e rafforzare, tema irrinunciabile per chiunque in questi anni abbia votato i 5 stelle.

Ma l’obiettivo è allargare il campo, con buona pace di chi storce il naso, in funzione anche della considerazione che l’appeal dell’ex premier, il suo valore aggiunto, sta proprio nella capacità di intercettare un mondo tradizionalmente impermeabile se non ostile ai 5 stelle. Spiega chi lo conosce bene che “lo abbiamo visto a Palazzo Chigi, quando gli indici di consenso personale triplicavano quelli del Movimento, e da dove ha ricevuto attestati di stima da categorie di cittadini che mai avevano appoggiato M5s”. L’abito che gli verrà cucito attorno solo in questo modo sarebbe credibile, è il ragionamento di chi sta pianificando la discesa in campo. Gli stessi che smentiscono però categoricamente le ambizioni di eccessivi personalismi, e dunque l’inserimento nel simbolo dell’ammiccante sigla Con-te “non è mai stata nemmeno presa in considerazione”, ma un tocco personale al logo per caratterizzare il nuovo corso, quello sì che ci sarà, forse aggiungendo la dicitura “Italia 2050”, esplicitando l’ambizione di progettare a lungo termine.

È previsto per il weekend del 26 e 27 luglio l’evento di presentazione della Carta dei valori e del nuovo Statuto, anche se si sta facendo un tentativo di anticiparlo a quello precedente, anche se la macchina organizzativa si sta realmente mettendo in moto oggi e dieci giorni sono considerati molto esigui per organizzare tutto. Un evento che si terrà in presenza, visti gli allentamenti delle restrizioni causa Covid, più probabilmente in un luogo chiuso, – una sala eventi, un teatro – anche se l’ipotesi della piazza non è ancora stata scartata.

Poi partiranno i quindici giorni di preavviso necessari alla votazione, che sarà contestualmente affiancata dal voto per confermare l’avvocato del popolo italiano in qualità di nuovo capo politico. Da metà luglio indosserà le nuove vesti, quelle di avvocato del popolo 5 stelle, con l’ambizione di allargare lo spettro del consenso. Il nuovo Movimento se non sarà moderato di nome, viene progettato per esserlo di fatto.

(Huffpost)

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