Covid nel mondo. Risalgono i contagi in Gran Bretagna, mai così tanti da inizio marzo

155

La variante indiana ora fa paura al governo inglese che valuta il rinvio dello stop a tutte le misure restrittive, previsto a fine giugno. In India 100.000 nuovi casi, ma Delhi allenta il lockdown.

Dovrà rivedere la road map per le riaperture il primo ministro inglese Boris Johnson. La diffusione della variante indiana in Gran Bretagna sta facendo impennare di nuovo i contagi (ieri 6.238 nuovi casi, il numero più alto dal 2 marzo) mettendo in allerta il governo britannico. Ora vacilla pericolosamente la data del 21 giugno per il “liberi tutti”, indicata dal premier Johnson ad inizio marzo come possibile turning point per l’InghilterraPiù realistico sarà un rinvio di due settimane per lo stop a tutte le misure restrittive anti Covid. Cresce anche l’indice Rt, che torna ad un valore compreso tra 1 e 1,2. Le due settimane di proroga delle misure di contenimento, secondo il Telegraph, servirebbero per accelerare le vaccinazioni con la seconda dose degli over 40, spostando da 12 a 8 settimane la distanza tra la prima e la seconda dose, come viene già fatto per gli over 50. Johnson, secondo il quotidiano inglese, è apparso convinto della necessità di attendere qualche giorno in più, e dovrebbe ufficializzare il rinvio delle aperture il prossimo 14 giugno. Il Regno Unito, primo Paese in Europa ad allentare il lockdown e ad iniziare la campagna di vaccinazione, mantiene il primato continentale per numero di vaccini somministrati.

Migliora invece la situazione dei contagi in India, dopo che il picco della seconda ondata aveva raggiunto i 400 mila casi al giorno. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 120.529 nuovi positivi al Covid-19, il numero più basso degli ultimi 2 mesi. I nuovi decessi sono 3.380, in calo rispetto agli oltre 4.500 di fine maggio. Secondo il distretto di Nuova Delhi i dati della città permettono di prevedere un allentamento delle restrizioni già dal prossimo 14 giugno. Resta alta l’allerta per una possibile terza ondata, che potrebbe portare il Paese di nuovo al collasso.

Il numero di morti per Coronavirus negli Stati Uniti, seppur in costante decrescita, con i decessi registrati ieri ha sfiorato il picco dei 600 mila da inizio pandemia. Numeri che confermano agli Usa il triste primato mondiale per maggior numero di vittime. Preoccupa in queste settimane l’aumento dei contagi tra gli adolescenti americani di età compresa tra i 12 e i 17 anni. Il trend, hanno spiegato gli esperti, potrebbe essere legato, anche qui, alla diffusione delle varianti del virus.

(Avvenire)

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui