Landini all’attacco: “Niente mediazioni su liberalizzazioni e massimo ribasso”

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Il segretario della Cgil: “Questa situazione contribuisce a determinare le morti sul lavoro”

 

Il nuovo decreto “Semplificazioni” sulla burocrazia relativa soprattutto agli appalti delle opere pubbliche non va giù ai sindacati, che ne contestano l’impianto volto ad aggirare e svicolare le norme del Codice degli Appalti, il documento redatto per contrastare la corruzione proprio nelle grandi opere.
“Non è accettabile liberalizzare gli appalti e reintrodurre la logica del massimo ribasso. Dovrebbe entrare nella testa di tutti che questo determina anche una non messa in sicurezza e in molti casi anche le morti sul lavoro. Su questi punti per noi non c’è mediazione”. Così Maurizio Landini, segretario generale Cgil, parlando coi cronisti alla manifestazione dei sindacati per dire #BastaMortiSulLavoro.
Secondo Landini bisognerebbe “prorogare sul subappalto la norma” e aprire poi una discussione “su una vera legge delega da qui a fine anno. La logica del massimo ribasso deve invece essere “tolta dal tavolo perchè è un danno per il paese e per le imprese”.

Questo è il momento di unire e non di dividere
“L’esperienza della pandemia dovrebbe averci insegnato che non si possono lasciare sole le persone nel momento del bisogno, perché questo rischia di aumentare la distanza tra persone e istituzioni e questo è il momento unire, non di dividere”.
“Dal 1 luglio l’azienda sceglie se adottare la cassa integrazione o licenziare. Noi riteniamo che se c’è cassa senza oneri questa non debba essere un’opportunità, ma un vincolo” ha detto Landini.

Una prosecuzione del blocco dei licenziamenti “che noi vogliamo fino all’autunno serve per vera riforma ammortizzatori che ancora non è pronta”. “Chiederemo a governo e parlamento di tenere aperti tavoli per trovare soluzioni per evitare che uomini e donne vengano licenziati” ha detto Landini. Il coinvolgimento del sindacato nella decisione del governo “è stato del tutto inadeguato. Il governo si era impegnato a coinvolgerci, ma a oggi non abbiamo avuto una convocazione. E’ un fatto grave e un errore”.

(Globalist)

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