Appalti: Draghi vede i sindacati, salta la norma del massimo ribasso 

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Oggi Cdm per approvare il dl Semplificazioni. Palazzo Chigi: spendere i fondi del Recovery rapidamente rafforzando la tutela del lavoro. Landini: “Sui licenziamenti idee diverse, ma il premier è disponibile al confronto”

Modifiche in vista per il decreto Semplificazioni che verrà approvato dal Cdm: non conterrà il principio del massimo ribasso ma dovrebbe essere permesso l’uso dell’appalto integrato. E’ quanto emerso dall’incontro tra i leader di Cgil, Cisl e Uil, il premier Mario Draghi e i ministri del Lavoro e delle Infrastrutture, Orlando e Giovannini.

Altra novità e’ la riduzione delle strutture appaltanti a un numero molto piu’ basso, migliorando la qualità del processo di investimento. Due cambiamenti che incontrano la soddisfazione dei sindacati. Sul subappalto il confronto prosegue sul piano tecnico.

I sindacati hanno valutato il tavolo positivamente e attendono ora di vedere il testo definitivo.

L’obiettivo del governo e’ semplificare per andare avanti il piu’ rapidamente possibile con gli appalti e la realizzazione dei progetti ma Cgil, Cisl e Uil insistono nel chiedere massime garanzie di sicurezza dei lavoratori. Secondo quanto riferito dal segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, il Governo e’ intenzionato ad approvare anche un decreto legge per il “reclutamento del personale” che controlla e definisce gli appalti.

Cgil, Cisl e Uil hanno poi accolto con soddisfazione l’apertura del presidente del Consiglio alla partecipazione delle parti sociali nella governance per il Pnrr. Nessun avvicinamento invece sul blocco dei licenziamenti: su questo Draghi ha detto ai sindacati di “non avere la loro stessa idea, ma di essere disponibile al confronto”. Un confronto che è destinato a proseguire anche sugli altri temi. Per Cgil, Cisl e Uil gli “importanti risultati” raggiunti sono il frutto della “mobilitazione messa in atto, in questi giorni, a livello nazionale, di territorio e di categorie” e l’iniziativa di domani davanti a Montecitorio resta confermata per dare continuità a questo impegno. Il nodo restano i licenziamenti di cui non si dovrebbe parlare fino a che la pandemia non sarà conclusa per evitare la ‘bomba sociale’ e per non creare un vulnus alla partenza del Pnrr.

(Agi)

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