3 Dicembre, 2022
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Roma, facevano sparire montagne di rifiuti sotto terra: sequestrata una discarica abusiva a Ponte di Nona

Sequestrati 14mila metri quadri di superficie di un’area di cantiere del valore commerciale di oltre 20 milioni di euro. Quattro denunciati

 

Il modo più rapido per far sparire calcinacci e materiali di risulta provenienti da altri cantieri era quello di seppelire tutto sotto terra.  La discarica di rifiuti speciali  e pericolosi  è stata scoperta dagli agenti della polizia municipale di Ponte di Nona all’interno di un’area dove erano in corso lavori per la realizzazione di edifici residenziali e commerciali.

Alla  luce di segnalazioni pervenute dai residenti della zona, che avevano avvistato attività di svernamento prevalentemente di  scarti edili, mobilio e apparecchiature elettriche, gli agenti del Nad (Nucleo Ambiente Decoro) della Polizia Locale hanno avviato un’ attenta attività di indagine, che ha portato ad accertare la presenza di una distesa di rifiuti già parzialmente interrati. Il terreno era stato infatti ricoperto e battuto con terriccio da riporto dopo ogni scarico. A seguito degli accertamenti è scattato il sequestro di 14mila metri quadri di superficie di un’area  di cantiere del valore commerciale di oltre 20 milioni di euro.

I caschi bianchi,  dopo accurate attività investigative svolte anche tramite una serie di  appostamenti con raccolta di materiale video – fotografico,   hanno fatto ingresso all’interno del cantiere e colto in flagranza alcuni individui   mentre scaricavano,  a bordo di camion provenienti da altri cantieri edili cittadini, materiali bituminosi e rifiuti speciali composti da miscugli laterizi e cemento, pannelli in legno di varia composizione, corrugati plastici, rifiuti ferrosi provenienti da demolizioni di solai, guaine isolanti, sanitari e altri rifiuti la cui natura è da accertare. Quattro le persone denunciate, che dovranno rispondere all’Autorità Giudiziaria per i reati ambientali. Le indagini  proseguiranno , al fine di individuare ulteriori autori in concorso dei gravi illeciti commessi nel sito.

(La Repubblica)

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