La Caritas di Gerusalemme: “A Gaza mai bombardamenti così intensi, i civili sono in trappola” 

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Suor Bridget Tighe: “I continui bombardamenti non permettono ancora a Caritas Gerusalemme di intervenire, ma una volta che un cessate il fuoco entrerà in vigore, forniremo assistenza nella nostra clinica”

 

Suor Bridget Tighe, segretario generale di Caritas Internationalis Gerusalemme ha lanciato un appello speciale per portare assistenza medica alla popolazione colpita dai bombardamenti in corso a Gaza.: “La popolazione di Gaza ha vissuto molte guerre durante molti anni, ma tutti sono d’accordo che questa volta è completamente diverso. Sono intrappolati in questa striscia di terra densamente popolata alla mercè di violenti bombardamenti aerei e senza un luogo in cui trovare rifugio”.
Caritas Gerusalemme si sta preparando a rispondere ai bisogni urgenti delle migliaia di feriti e delle migliaia di persone costrette a lasciare le loro case.

Il segretario generale di Caritas Gerusalemme, ha descritto la situazione a Gaza, dove più di due milioni di persone vivono in un’area di circa 141 miglia quadrate. Dal 2007, la Striscia di Gaza è soggetta a un blocco totale controllato da Israele con una piccola sezione meridionale controllata dall’Egitto.
Pertanto, i civili non hanno un posto dove nascondersi dai bombardamenti e nemmeno la possibilità di fuggire come rifugiati via terra o via mare.
“La gente cerca di salvare la propria vita cercando rifugio nelle scuole, dove al 14 maggio, 17.000 avevano già trovato riparo”.

Secondo il Ministero della Sanità locale, il bilancio totale delle vittime a Gaza è attualmente di 197 persone, tra cui 58 bambini e 34 donne. Le vittime includono una madre e quattro dei suoi figli, che sono stati uccisi durante un attacco aereo che ha colpito degli edifici residenziali nel campo profughi di Al Shati, vicino alla clinica Caritas. A causa dei ripetuti attacchi ai civili e alle infrastrutture, Caritas Gerusalemme ha dovuto chiudere la clinica a causa dell’alto rischio che venisse colpita dai bombardamenti, molti dei quali hanno anche distrutto ampi tratti di alcune strade principali con il fine di impedire alle ambulanze di trasportare i feriti agli ospedali.

“I continui bombardamenti non permettono ancora a Caritas Gerusalemme di intervenire, ma una volta che un cessate il fuoco entrerà in vigore, forniremo assistenza traumatologica ambulatoriale e assistenza sanitaria primaria essenziale nella nostra clinica”, ha dichiarato suor Tighe.
Lo stesso vale per le unità mobili e le squadre mediche della clinica, che negli ultimi anni hanno permesso di prestare cure mediche alla popolazione – soprattutto quelle traumatologiche per i feriti – anche nelle aree piu’ remote e marginali, fornendo altresi’ un’educazione sanitaria e alimentare.

Assieme alle necessarie condizioni di sicurezza, per poter agire Caritas ha bisogno anche di risorse adeguate al fine di fornire cure mediche, cibo e altri beni di prima necessità alle popolazioni colpite nelle diverse aree della Striscia di Gaza.
“In questo momento di cieca violenza, Caritas Internationalis continuera’ ad aiutare i piu’ vulnerabili, fornendo loro qualsiasi aiuto necessario per alleviare le loro sofferenze”, ha detto Aloysius John, segretario generale della Confederazione.
Di fronte a questa nuova tragedia umanitaria, Caritas Internationalis si rivolge ai suoi benefattori affinche’ sostengano il lavoro di Caritas Gerusalemme.
“Vi ringraziamo per l’aiuto che potete dare a noi a queste persone disperate. Per favore aiutateci e ricordateci nelle vostre preghiere”, ha aggiunto suor Bridget.

(Globalist)

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