“Parlai al ministro dell’aggiornamento del piano pandemico”, dice Guerra

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Il direttore vicario dell’Oms ed ex direttore della Prevenzione al ministero della Salute, Ranieri Guerra, passa al contrattacco. Indagato a Bergano per ‘false dichiarazioni’ ha esposto la sua versione dei fatti in una lunga memoria presentata ai Pm

Nella memoria depositata nei giorni scorsi alla Procura di Bergamo, il direttore vicario dell’Oms Ranieri Guerra, tramite il suo legale Roberto De Vita, sostiene di avere “informato nel settembre del 2017 il Ministro (all’epoca era Beatrice Lorenzin, ndr) dell’opportunità di costituire un gruppo di lavoro” per aggiornare il Piano pandemico influenzale ma di non averne potuto seguire gli sviluppi perché lasciò il suo incarico di Direttore della Prevenzione nel Ministero della Salute a novembre dello stesso anno.

Guerra è indagato per `false informazioni ai pm´ in relazione a quanto da lui dichiarato quando venne sentito come testimone il 5 novembre dello scorso anno.

Le linee guida dell’Oms non obbligavano l’Italia

“A seguito della pubblicazione delle Linee Guida completate nel 2017 dall’Oms, nel mese di settembre dello stesso anno – si legge nel documento difensivo – Guerra ha ritenuto la necessità di rivedere in maniera organica e condivisa con le altre istituzioni interessate il Piano Pandemico Nazionale, informando il Ministro dell’opportunità di costituire un apposito gruppo di lavoro, formato da rappresentanti dell’Iss (istituto Superiore Della Salute), delle Università ed Enti di ricerca, delle Società Scientifiche e Ircss (Istituti Di Ricovero E Cura). Tuttavia, nel successivo mese di novembre 2017 Guerra lascerà l’incarico di Direttore Generale presso il Ministero della Salute e, pertanto, non conoscerà né seguirà in alcun modo gli sviluppi o le sorti di tale progetto”.

La premessa di questo ragionamento è che le Linee Guida dell’Oms nel 2017 non erano “cogenti in termini di immediato recepimento formale”, come la difesa dice essere  sostenuto dai pm nella rogatoria mandata all’Oms nelle settimane scorse.

A sostegno di questa tesi, il legale riporta un passaggio di esse in cui si legge che “questo documento non intende sostituire i Piani nazionali. Le decisioni e le azioni di gestione a livello di ciascun Paese dovrebbero essere basate sulla situazione e le esigenze specifiche del Paese”.

“Indagate su cosa è successo dopo di me”

Nella memoria Guerra invita anche i magistrati a “verificare” cosa sia stato fatto in seguito alla pubblicazione di nuove linee guida dell’Oms in tema di prevenzione pandemica e, in particolare, se sia “stata proseguita” l’attività “da lui avviata” in questo ambito. E nel documento viene fatto anche il nome di chi è arrivato dopo di lui alla guida del settore Prevenzione del Ministero della Salute, Claudio D’Amario. In particolare, Guerra sollecita  i pm impegnati nell’indagine sulla gestione del Covid nella provincia italiana più colpita ad accertare se sia stata data attuazione ai 3 documenti emanati dall’Oms dopo che  lasciò il Ministero.

“Non si comprende, dunque, in cosa consisterebbe la presunta falsità riferita da Guerra al magistrato – argomenta  De Vita –  né tantomeno a quali responsabilità ‘omissive’ o addirittura ‘commissive’ si voglia far riferimento rispetto allo specifico tema di indagine rappresentato nella rogatoria.  Al contrario, qualora si vogliano accertare ‘eventuali condotte costitutive di reato’ commesse, nell’area territoriale di competenza, nell’ambito della gestione delle prime fasi dell’emergenza pandemica con particolare riguardo alle ‘questioni relative all’adozione, all’aggiornamento ed all’efficace implementazione, da parte delle autorità preposte alla tutela della salute pubblica, del piano pandemico nazionale’ si dovrebbe, se del caso, verificare cosa è stato fatto a seguito della pubblicazione delle linee guida del 2017 e delle ulteriori integrazioni successive.  In tal senso, si dovrebbe quindi verificare se l’attività avviata da Guerra a settembre 2017 sia stata proseguita da chi gli è succeduto a partire dal mese di novembre 2017 e come sia stata implementata la normativa nazionale sulla base dei coevi indirizzi sovranazionali”.

Secondo la difesa,  Guerra non avrebbe svolto “alcun ruolo né incarico specifico o determinante per ciò che riguarda genericamente e atecnicamente la gestione della pandemia” e, in ogni caso, il” giudizio sull’apparato di uomini e mezzi messo in atto dal governo dell’epoca non può certo essere ridotto semplicisticamente alle presunte (quanto inesistenti) omissioni poste in essere dal Guerra nel periodo 2014-2017, saltando a piè pari tutto quello che è accaduto dal 2017 ai primi mesi del 2020 e, soprattutto, non tenendo affatto conto della effettiva struttura sanitaria esistente nel nostro paese e della conseguente ripartizione di ruoli, compiti e funzioni ai sensi di quanto previsto dall’articolo 117 della Costituzione”.

(Agi)

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