Il Campidoglio vuole chiudere Rocca Cencia, l’ultimo TMB di Ama: ma le “alternative” sono inesistenti

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Roma Capitale ha chiesto la Valutazione di Impatto Ambientale sul TMB di Ama, contraria al revamping vuole farne un sito per la selezione del multimateriale: ma Roma non sa dove trattare i suoi rifiuti. Le “alternative” indicata da Ziantoni sono ancora solo su carta

Sul revamping del TMB di Rocca Cencia il Comune si mette di traverso: è perentorio il no al progetto di ammodernamento dell’impianto di Ama, quello che nell’immediato servirebbe per superare anche le problematiche che hanno portato al malfunzionamento, all’indagine e al sequestro di parte del sito da luglio scorso in amministrazione giudiziaria. L’ipotesi della Procura di Roma è quella dei reati ambientali scaturiti dal mancato rispetto dell’autorizzazione rilasciata dalla Regione negli anni passati.

E’ intransigente la linea del Campidoglio che, a cinque mesi dalle elezioni, insegue l’obiettivo di dismettere l’impianto per il trattamento meccanico biologico dei rifiuti, l’ultimo rimasto ad Ama dopo l’incendio del Salario. Per il resto vanno in soccorso a Roma i privati e i siti oltre confine: altro che “autosufficienza in termini di trattamento, trasferenza  e smaltimento”, come prescritto dalla Regione Lazio nell’ordinanza del 1 aprile. Roma, con la differenziata inchiodata al 46% (solo + 3 punti percentuali negli ultimi tre anni) è senza impianti di trattamento e senza discarica.

Il progetto del Comune: chiudere Rocca Cencia

Il Comune adesso vuole chiudere anche il TMB di Rocca Cencia per farne un impianto per la selezione del multimateriale. I residenti vorrebbero invece qualcosa di diverso, dove non arrivino rifiuti: “Questo territorio – dicono – ha già dato”. Si perchè da anni il TMB di Ama rappresenta una croce per l’intero quadrante in cui sorge con gli abitanti, in balia di miasmi, fastidi e disagi, a battersi per il suo definitivo smantellamento. Ma Roma, oggi, non ha alternative. Rocca Cencia, lo scrive la Regione Lazio, è un impianto “strategico” per il corretto trattamento del rifiuto urbano indifferenziato prodotto dalla Capitale. Anche Ama, che ha presentato il progetto di revamping insieme all’amministrazione giudiziaria, lo reputa un ingranaggio fondamentale. Un sito su cui pende il progetto di ammodernamento, tra le azioni di restyling: l’adozione di nuovi vagli di selezione meccanica per incrementare la frazione destinata a recupero (CSS) e riduzione della produzione di scarti pesanti, l’adozione di un nuovo sistema di separazione della frazione leggera/pesante proveniente dall’operazione di vagliatura meccanica, finalizzata ad aumentare l’efficienza e l’efficacia di separazione della frazione destinata a recupero. E ancora l’inserimento di un ulteriore trituratore esterno per la riduzione della pezzatura del CSS, finalizzato a supportare l’incremento del flusso di CSS con conseguente aumento della flessibilità nella produzione di CSS triturato e/o in balle, inoltre, un nuovo layout dei nastri trasportatori nelle linee di pre-trattamento finalizzata a supportare il funzionamento dei nuovi impianti/macchinari, con conseguente incremento dell’efficienza di trattamento. La realizzazione di un nuovo edificio presso il quale effettuare l’attività di trasferenza, finalizzata ad eliminare l’interferenza con l’operazione di conferimento e movimentazione di materiale presso la ricezione del TMB, realizzazione di due nuove aree scoperte sotto tettoia, adibite allo stoccaggio. E poi nuovo sistema di tubazioni e adeguamento del sistema di ventilazione. (Qui tutto il progetto di revamping)

I residenti di Rocca Cencia contro il revamping

“Non è un revamping, ma una vera e propria riconversione di un impianto che merita una valutazione di impatto ambientale più ampia vista la vicinanza ad altri impianti di rifiuti. Mentre con  questa conferenza dei servizi si procede verso una autorizzazione integrata, con modifica sostanziale, che mostra solo la fretta con la quale si vuole procedere su questo impianto. Noi siamo per la chiusura” – aveva detto ai microfoni di Romatoday Fabio Mercanti del Qre, quartieri riuniti in evoluzione.

Roma Capitale chiede VIA su TMB Rocca Cencia

Anche Roma Capitale, su input della sindaca Virginia Raggi, chiede la Vaiutazione di Impatto Ambientale“Come garante della salute pubblica è dovere dell’Amministrazione attivare tutte le procedure consentite dalla legge e dalla giurisprudenza per salvaguardare i cittadini e l’ambiente. Le ben note problematiche dell’area industriale, che sorge entro i 500 metri da numerosi centri abitati, non possono continuare ad essere ignorate. I miasmi, percepiti nel raggio di 5 km in linea d’aria dall’impianto interessano una popolazione di circa 200.000 abitanti, ovvero la quasi totalità del Municipio”  – ha spiegato l’Assessora ai Rifiuti e al Risanamento Ambientale, Katia Ziantoni.

“Roma Capitale aveva già previsto, attraverso il nuovo piano industriale di Ama Spa, le alternative all’impianto di Rocca Cencia, destinando il sito al recupero delle sole frazioni secche (carta, plastica e metalli) a servizio dell’area Est di Roma”.

TMB Rocca Cencia: le “alternative” inesistenti del Campidoglio

Ma le “alternative” di cui parla Ziantoni ad oggi sono solo su carta e lontane nel tempo (il piano industriale di Ama è 2021-2024), almeno quelle che dovrebbe fornire Ama: la municipalizzata non ha infatti un TMB che possa sostituire Rocca Cencia. Per adesso, e non senza malumori, è stata individuata solo l’area in cui probabilmente sorgerà, a Santa Palomba, nel lembo più estremo a sud di Roma. Fuori dai confini comunali l’alternativa che piace a Raggi: ossia il conferimento dei rifiuti di Roma nel nuovo TMB di Guidonia, quello dell’odiato (dal M5s) Manlio Cerroni. Una realtà ben lontana dagli annunci, sempre affidati all’assessora di ‘lotta’ al governo salita in Campidoglio con l’arduo compito di guadagnare terreno elettorale sul tema, sempre caldo, dei rifiuti e dell’ambiente. Tanti proclami, nessuna soluzione concreta.

Sui rifiuti e il TMB di Rocca Cencia nuovo scontro Comune-Regione

Perenne lo scontro con la Regione Lazio“Dopo la richiesta di una discarica all’interno della città di Roma, il Presidente Zingaretti – accusa Ziantoni – continua ad indicare sempre gli stessi territori, privilegiando strade facili ad una pianificazione razionale, rispettosa dell’ambiente e dei suoi cittadini”.

Secca la replica di dell’assessore regionale al Ciclo dei rifiuti, Massimiliano Valeriani: “E’ molto grave che l’Amministrazione Raggi ormai pensi solo alla campagna elettorale invece di affrontare e risolvere i problemi di Roma. Per interessi elettorali si continua a prendere in giro i cittadini e comitati facendo promesse assurde e impossibili. Vuole chiudere tutti gli impianti pubblici dell’Ama, svuota le casse dell’azienda aumenta le tasse ai cittadini per portare in giro per l’Italia i rifiuti e porta la città verso l’ennesima emergenza. La drammatica verità è che la sindaca vuole essere commissariata per non assumersi le sue responsabilità e scaricare su altri le decisioni”. 

(Romatoday)

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