Savoini e Metropol: la procura chiede una proroga delle indagini sul Russiagate

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Al centro dell’inchiesta un’operazione sospetta di corruzione (non andata a buon fine) legata all’importazione in Italia di una grande quantità di petrolio

Vi ricordate Savoini e l’audio nel quale l’uomo legato a Salvini chiedeva soldi in cambio di una politica filo-russa della Lega e di tutti i partiti di estrema destra in seno alla Ue?

La storia è ancora tutta da decifrare.

La procura di Milano ha chiesto un’ulteriore proroga – la terza per altri sei mesi – delle indagini nei confronti di Gianluca Savoini, ex portavoce di Matteo Salvini, dell’avvocato Gianluca Meranda e dell’ex banchiere Francesco Vannucci, indagati per corruzione internazionale nella vicenda sui presunti fondi russi alla Lega.  La richiesta, su cui deciderà il gip, è stata inoltrata dai pm Sergio Spadaro, Gaetano Ruta e Donata Costa che lasceranno tutti, a partire dal prossimo mese di giugno, la procura milanese lasciando quindi il fascicolo in nuove mani.

L’indagine, nata dopo un articolo de L’Espresso, mette al centro l’incontro avvenuto il 18 ottobre 2018 all’Hotel Metropol della capitale russa e l’audio, pubblicato dal sito statunitense BuzzFeed, in cui si sente una voce attribuita a Savoini, fondatore dell’associazione Lombardia-Russia.

Al centro dell’incontro d’affari ci sarebbe secondo la procura di Milano un’operazione sospetta di corruzione (non andata a buon fine) legata all’importazione in Italia di una grande quantità di petrolio che, nelle parole di chi starebbe trattando, sarebbe dovuto affluire in parte nelle casse della Lega e permettere così al partito guidato da Salvini di affrontare la campagna elettorale delle ultime europee.

Le indagini sono proseguite senza clamore negli scorsi mesi e si potranno tirare le somme non prima di fine anno.

(Globalist)

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