Grandi (Unhcr): “Guardia Costiera libica? I migranti salvati in mare finiscono in un sistema di abusi”

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L’alto commissario Onu per i rifugiati: “Il soccorso in mare è un atto non negoziabile, che deve essere fatto”

L’immigrazione resta un punto nodale, uno scoglio su cui l’Europa va a sbattere puntualmente ogni anno senza prendere una decisione unanime e soprattutto di lunga durata.

“Per gestire le migrazioni dalla Libia, non è sufficiente investire nel rafforzamento della Guardia Costiera del Paese nordafricano, anche se farlo è “legittimo”, perché poi, senza uno Stato che funzioni, i migranti salvati in mare finiscono in un sistema che li sottopone ad “abusi” di ogni tipo”, lo ha sottolineato l’alto commissario Onu per i rifugiati Filippo Grandi, in conferenza stampa a Bruxelles.

“E’ importante – ha detto – che ci sia qualche forma di soccorso coordinato in mare, sotto guida statale. Non è così ora.
E’ molto importante che venga dato spazio all’opera di altri soggetti, come le Ong, a patto che offrano condizioni di sicurezza, perché riempiono un vuoto. Il soccorso in mare è un atto non negoziabile, che deve essere fatto. Ci sono stati respingimenti”.

“Non c’è niente di sbagliato – ha continuato – nel rafforzare la Guardia Costiera della Libia, in modo che possa fare un lavoro efficiente e basato su principi. Non ci siamo ancora: ma gli sforzi sono legittimi.
Ma questa non può essere la sola istituzione in cui si investe in Libia. Perché se i migranti vengono soccorsi e poi rimandati in un sistema che abusa delle persone. Lo sforzo nei confronti delle istituzioni libiche dovrebbe comprendere altre istituzioni.
Questo riguarda l’intero processo di pace in Libia, ma da qui alle elezioni spero che siano fatti sforzi perché stare in Libia sia più sicuro, anche per migranti e rifugiati”, ha concluso.

(Globalist)

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