Totò Cuffaro: “Oggi vendo fichi d’india e voglio rifondare la Democrazia Cristiana”

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“Sono più di sinistra di Renzi. La mafia fa schifo, io mai colluso”. L’intervista di Claudio Sabelli Fioretti

Vasa vasa. Ovvero Totò Cuffaro. Sì proprio lui, quel Presidente della Sicilia, abile dispensatore di baci a fini clientelari, che al vertice del suo fulgore rimase impelagato in drammi giudiziari che alla fine lo portarono in prigione. Avventura che affrontò con coraggio e dignità, senza urlare al complotto della magistratura, come consuetudine dei politici, senza scappare, come consuetudine di molti personaggi importanti, addirittura presentandosi in anticipo all’appuntamento con le sbarre prima ancora che qualcuno lo andasse a prendere. Come non fa nessuno.

Io lo intervistai due volte, la prima quando era potente, prima dei processi, la seconda quando non contava più nulla, al ritorno dei cinque anni di carcere. Questa è la terza volta. Sulla elegante e moderna piattaforma di Clubhouse, nella room “Cazzoni stonati”, bene frequentata dai miei amici profondi e leggeri che mi seguono in questa rivisitazione delle vecchie interviste di una ventina di anni or sono. Rivisitazione, o meglio, intervista sull’intervista, o come l’abbiamo chiamata, “metaintervista”.

In sostanza un tagliando sulle persone e sulle idee e sul tempo che passa. Le domande sono quelle di una volta ma le risposte a volte sorprendono. Cominciamo dalla caratteristica principale di Totò, il clientelismo.

Totò, parlare dei tuoi metodi di clientelismo è affascinante. Tutto si basava sui bar e sui baci. Tu avevi scelto alcuni bar di Palermo a succursale della tua azienda clientelare. Una catena di bar dei quali ogni mattina facevi il giro per controllare le richieste dei tuoi clientes. Trovavi tanta gente che ti aspettava e ti chiedeva roba, giusto? 

“Giustissimo. Ricevere in una stanza è molto più dispendioso. Puoi ricevere una persona per volta. Entrano, si siedono, parlano, chiedono. E intanto il tempo passa. In un bar invece prendi il caffè con 10-15 persone, parli brevemente con ognuno di loro, ascolti le richieste e in mezz’ora hai fatto tutto. Rapido e indolore”.

(TPI)

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