Draghi blocca la propaganda di Salvini sulle riaperture: “Vedremo i dati e useremo la testa”

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Le parole del premier dal Consiglio europeo di Porto: “Voglio riaprire, voglio che le persone tornino fuori a lavorare, a divertirsi, ma bisogna farlo in sicurezza, calcolando bene il rischio che si corre”.

Con prudenza e eleganza ma sbarra la strada alla propaganda di Salvini.

Se i dati, “abbastanza incoraggianti”, sulla pandemia continueranno, sarà possibile procedere a “ulteriori riaperture”, ma usando “la testa” e “la prudenza”.

Mario Draghi, dal Consiglio europeo di Porto, ha risposto al capo della Lega che vede la gestione dell’emergenza come un confronto tra “aperturisti” e sostenitori delle chusure.
Mentre da Roma i ministri degli Esteri e della Salute Luigi Di Maio e Roberto Speranza annunciano lo stop alla quarantena per chi arriva dai Paesi europei e allentamenti per i cittadini provenienti da Usa, Gran Bretagna e Israele, dalla città portoghese il premier spiega quale sarà la linea del governo. Il leader leghista ha già annunciato che nel prossimo Consiglio dei ministri chiederà la fine del coprifuoco, ma vuole anche anticipare le riaperture serali dei locali anche al chiuso.

Tutto però, mette le mani avanti Draghi, dipenderà dai dati. “Io – ha assicurato in conferenza stampa – voglio riaprire, come la maggior parte degli italiani, voglio che le persone tornino fuori a lavorare, a divertirsi, a stare insieme, ma bisogna farlo in sicurezza, calcolando bene il rischio che si corre”.
“Stiamo esaminando i dati, che sono abbastanza incoraggianti”, ha sottolineato, elencando gli ultimi numeri: il 90% degli over 80 che ha ricevuto almeno la prima dose di vaccino, così come il 70% degli over 70, il 20% in meno di ricoverati in terapia intensiva dal 26 aprile (data delle prime riaperture) e anche le vittime in calo. “Se l’andamento dovesse proseguire, la cabina di regia procederà a ulteriori riaperture, ma graduali, anche per capire quali effetti potranno avere sui contagi”. Questo anche tenendo conto che l’avvicinarsi della stagione estiva le occasioni di contagio potrebbero aumentare in alcuni luoghi, come negli aeroporti, in cui occorre “rinforzare i controlli”.

A proposito di turismo, nel corso della due giorni di Porto, Draghi ha chiesto all’Ue di accelerare sulla definizione del ‘green pass’. “E’ stata chiesta con molta enfasi da parte nostra – ha rivelato – che la Commissione e il Parlamento procedano con la massima rapidità alla definizione del ‘Green certificate’, per avere un modello europeo su cui confrontarsi e su cui disegnare le politiche turistiche. Perché se ogni paese ha il suo certificato, attua misure diverse per quanto riguarda il turismo ci sarà una gran confusione”.
Tutto questo, è la conclusione e il messaggio “politico” di Draghi, “non vuol dire chiudere: vuol dire riaprire ma farlo con la testa”.

(Globalist)

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