Ciclismo, Giro d’Italia: Ganna è una locomotiva, domina la crono e prende la prima rosa

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Il campione del mondo precede Edoardo Affini e il norvegese Foss. Per la seconda volta è leader dopo il primo giorno, non accadeva dai tempi di Francesco Moser

 

Filippo Ganna prosegue nel suo percorso netto al Giro d’Italia. Lo scorso anno tre cronometro, compresa quella di apertura, e tre vittorie. Anche a Torino, dove il Giro 2021 ha preso il via, il campione del mondo va come una locomotiva: vince alla media di 58,7 – tempo finale di 8’47” – e soprattutto, ancora una volta, è la prima maglia rosa del Giro. Un bis consecutivo nella tappa d’apertura che mancava addirittura dagli anni ottanta: Francesco Moser nel 1984 (Giro che poi finì per vincere) e nel 1985, quando dovette arrendersi al tris in rosa di Bernard Hinault. Un Ganna super quindi, che dopo aver accusato qualche battuta a vuoto qua e là contro il tempo (l’ultima al Romandia), si riprende con gli interessi il suo ruolo di re delle cronometro. “Più di testa che di gambe – le prime impressioni della maglia rosa – . Già da ieri c’era tensione, non partivo con i pronostici a mio favore, ma volevo questa vittoria. Abbiamo dato un bel segnale, e forse ho anche rischiato più del dovuto. Mi sono detto ‘Ricordati di non sbagliare nelle curve’. Fortunatamente me le sono ricordate tutte. Ero lucido di testa e siamo pronti ad affrontare i prossimi 20 giorni”.

<<La cronaca della prima tappa>>

Una crono di 8 km e mezzo, di fatto un prologo, tra emozioni e qualche sorpresa. Da annotare ad esempio il norvegese Tobias Foss, che ha agguantato un podio niente male. E poi Edoardo Affini: che vada forte contro il tempo lo testimoniano i risultati (dalla vittoria al Mondiale juniores al terzo posto agli Europei), ma un secondo posto dietro al campione del mondo significa tanto.

A nostro avviso, una certa sorpresa la desta anche il settimo posto di Remco Evenepoel. Non si può dimenticare infatti che il belga tornava in bici (in gara, s’intende) dopo un calvario che era iniziato il giorno di Ferragosto, dalla terribile caduta al Giro di Lombardia che poteva costargli non solo la carriera. Il ‘piccolo Cannibale’, così lo chiamano in Belgio per l’incredibile mietitura di vittorie in tutte le categorie, è partito come un razzo: dopo un km e mezzo era appaiato a Ganna, poi la ruggine si è fatta sentire.

(La Repubblica)

 

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