La propaganda quotidiana di Salvini: “Referendum sulla giustizia”. E il Pd insorge

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Il capo della Lega dà l’appoggio ai radicali per raccogliere le firme a sostegno di alcuni quesiti. Tra questi l’abolizione della legge Severino per combattere la corruzione

 

Propaganda, solo propaganda. Il tutto per paura di essere raggiunto e superato a destra da Giorgia Meloni che sta capitalizza do il malcontento per le restrizioni-Covid.

Così il leader della Lega Matteo Salvini ha rilanciato l’idea di una riforma della Giustizia.
“Questo Parlamento con Pd e 5Stelle non la farà mai. Per questo stiamo organizzando con il Partito Radicale una raccolta di firme per alcuni quesiti referendari”.
Salvini ha indicato alcuni dei temi dei referendum che intende promuovere: “responsabilità civile dei magistrati, perché tutti pagano se sbagliano e i giudici no; separazione delle carriere, abrogazione della legge Severino. La riforma se non la fa il Parlamento la faranno i cittadini”.

La reazione del Pd

“Francamente non so nemmeno che cosa vuole dire ‘referendum sulla giustizia’. Di che parliamo? Sarei curioso di conoscere le proposte di Salvini. Ma il problema di Salvini è che non mai una proposta degna, allora si butta sulla propaganda e oggi è il turno della sparata sul referendum”.

Franco Mirabelli, capogruppo Pd in commissione Giustizia al Senato, commenta così  l’iniziativa di Matteo Salvini per un referendum sulla giustizia.
Per il senatore dem, al lavoro sulle riforme in materia di giustizia in Parlamento, l’uscita del leader della Lega è solo “propaganda” perchè, dice Mirabelli, i lavori “sono molto avanti. Io penso che abbiamo in questo momento un’occasione straordinaria per la riforma penale e civile e quella del Csm. Concentriamoci su questo. Dal lavoro che si sta facendo sul civile e penale, posso che siamo motlo avanti e la ministra Cartabia sta facendo un ottimo lavoro”.

“E poi qua c’è anche un altro aspetto”. Quale senatore? “I soldi europei del Recovery sono legati alle riforme, quelle riforme vanno fatte. Quindi Salvini pensi quello che vuole del Parlamento, ma sia chiaro che o si fanno le riforme o si rinuncia a 280 miliardi. Salvini vuole rinunciare ai 280 miliardi del Recovery? Lo chiarisca e chiarisca pure se sta dentro o no a questa maggioranza”.

(Globalist)

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