Dieci anni dal referendum su acqua e nucleare: quella vittoria brucia ancora. Assemblea a Roma

97

Pubblichiamo l’appello per una prima assemblea cittadina sul decennale del referendum in programma a Roma giovedì 6 maggio alle 19.00 a SCUP.

 

6 maggio assemblea cittadina, Ore 19.00 a SCUP
  (Via della Stazione Tuscolana 84)

Con l’assemblea nazionale del 29 aprile è iniziato il percorso per lanciare la mobilitazione su acqua e beni comuni in occasione del 12-13 giugno, decennale dei referendum su acqua e nucleare, costruendo una grande mobilitazione nazionale sabato 12, preceduta da appuntamenti locali.

Una prospettiva che richiede un grosso impegno su Roma e che può rappresentare un’occasione anche per la nostra città: un modo per rimettere al centro i ragionamenti su servizi e spazi pubblici, sull’idea di città solidale e accogliente che in questo anno di pandemia tante realtà hanno continuato a praticare, sui diritti negati che con ostinazione intendiamo riprenderci.
Il tutto mentre prende avvio una campagna elettorale per le elezioni comunali che con tutta probabilità non affronterà i reali problemi della nostra città.

Questo anno ci ha compressi e provati tutt@ in diversi modi, nulla di più lontano da quella stagione referendaria in cui si stava sempre in strada. Ma quei temi sono ancora attuali, e quell’energia senz’altro scorre ancora nei nostri quartieri. Capiamo insieme come farla esplodere?

A valle dell’assemblea nazionale vogliamo quindi Invitare tutt@ ad un’assemblea cittadina, da realizzare ci auguriamo in presenza il 6 maggio alle 19.00 a SCUP, a Via della Stazione Tuscolana 84.

********************

10 anni fa una coalizione ampia e determinata ha sancito una vittoria storica nel nostro Paese: con 27 milioni di sì ai referendum su acqua, servizi pubblici e nucleare abbiamo costretto ad un passo indietro chi per decenni ha imposto privatizzazioni e estrattivismo.

10 anni dopo, in piena pandemia, quella vittoria basata sulla difesa dei beni comuni e sull’affermazione dei diritti di tutt@ sui profitti di pochi, ha un significato ancora più attuale.
Non un anniversario da celebrare, ma da far vivere attraverso migliaia di voci e di corpi per guardare avanti, forti dei mille colori che hanno reso possibile quella vittoria, compreso il rosso della nostra passione e rabbia per i tentativi di cancellarla.

Il 2021 si configura come un anno di svolta per l’acqua.
Da dicembre 2020 questo bene, al pari di una qualsiasi altra merce, è stato quotato in Borsa negli USA. Uno scempio che testimonia il venir meno di qualsiasi limite di fronte al profitto e che costituisce una minaccia reale per l’intera umanità e per la prosecuzione della vita stessa sulla Terra.

Inoltre, la cosiddetta “riforma” del settore idrico contenuta nel Recovery Plan così come aggiornato dal governo Draghi punta ad un sostanziale obbligo alla privatizzazione, in particolare nel Mezzogiorno.
D’altronde Draghi non ha mai dissimulato la volontà di calpestare l’esito referendario visto che solo un mese e mezzo dopo firmò insieme al Presidente della Banca Centrale Europea Trichet, la lettera all’allora Presidente del Consiglio Berlusconi in cui indicava come necessarie privatizzazioni su larga scala.
L’attuale versione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza risulta in “perfetta” continuità con queste indicazioni e rimane, dunque, una risposta del tutto errata alla crisi sindemica, riproponendo le stesse ricette che hanno contribuito a crearla.

La crisi ecosistemica, climatica, economica, sociale e l’emergenza sanitaria impongono una radicale inversione di rotta che metta al centro la tutela dei beni comuni, dell’acqua e dell’ambiente e che garantisca a tutte e tutti i diritti fondamentali.

Oggi più di ieri è importante riaffermare il valore umano e universale dell’acqua bene comune come argine alla messa sul mercato dei nostri territori e delle nostre vite. Oggi più che mai la straordinaria partecipazione a quella campagna referendaria è l’atto di accusa della deriva antidemocratica che il Paese sta attraversando.

Proponiamo a tutte e tutti di avviare un confronto per organizzare insieme una grande mobilitazione in occasione del decennale del referendum su acqua e nucleare, per ribadire insieme che i beni comuni sono un valore fondante delle comunità e della società senza i quali ogni legame sociale diviene contratto privatistico e la solitudine competitiva l’unico orizzonte individuale. Per rilanciare con forza e rimettere al centro del dibattito pubblico i temi paradigmatici e fortemente attuali emersi da quel percorso che negli anni successivi diverse esperienze hanno saputo coltivare e arricchire.

Per questo vi invitiamo a partecipare ad un’assemblea nazionale on line che si svolgerà giovedì 29 Aprile alle ore 18.00 per condividere proposte, idee e riflessioni in previsione di questo appuntamento.

Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui