Pd e M5S abbassano le pretese: «Alleanze solo ai ballottaggi» 

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L’obiettivo di Pd e M5S per le prossime amministrative diventa meno ambizioso. Di fronte a difficoltà pregresse e anni di contese sui territori, i due leader fanno un passi indietro, prendono atto delle difficoltà ed evitano forzature.

Adesso si punta ad arrivare almeno a una convergenza ai ballottaggi.
«Vorrei che in tutti i comuni andassimo apparentati al secondo turno», dice Enrico Letta. Che assicura: La collaborazione tra noi e i 5 Stelle continua bene dentro al governo Draghi, come è successo col governo Conte. Per adesso la strada che abbiamo tracciato è questa e ci crediamo». Quanto alle amministrative, «non mi straccio le vesti se immediatamente non si si risolveranno tutti i problemi».

Il segretario del Pd rivendica lo strumento delle primarie: «Sono l’identità del nostro partito: a Roma, Torino e Bologna si stanno costruendo». Dopo che le porte del dialogo si sono chiuse (anzi non sono mai partite) a Roma, le relazioni tra Pd e M5S sembrano essersi definitivamente interrotte anche a Torino. Lo annuncia Chiara Appendino. «Il Pd ha deciso di convocare unilateralmente le primarie escludendo di fatto un accordo – dichiara la sindaca uscente, che non si era ricandida e aveva auspicato l’alleanza – Per noi sostenere la sindaca uscente di Roma è naturale come lo è per il Pd appoggiare Giuseppe Sala a Milano. In altre città, però, le condizioni erano diverse. Ne prendiamo atto: ognuno correrà per conto proprio».

Il patto potrebbe invece decollare a Napoli, dove i nomi in ballo sono due. Ancora sarebbe in pista il presidente della Camera Roberto Fico, che però dovrebbe dimettersi dalla carica istituzionale e ancora non ha sciolto le riserve. C’è ancora l’ipotesi dell’ex ministro dell’università Gaetano Manfredi, che sarebbe più gradito al presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. Nella partita si infila anche Luigi De Magistris, che formalmente ha presentato una sua candidata, l’assessora nella sua giunta Alessandra Clemente. «Se Fico è candidato alza il telefono, se ne ha voglia, se ritiene e se ci considera potenziali alleati, e ci facciamo una bella chiacchierata. Io con Roberto parlo spesso ma finora non si è parlato di questo, né mi risulta ancora che sia un candidato», dice De Magistris.

A Bologna, invece, i grillini sono spaccati. In una bizzarra capriola politica spinge per un accordo col Pd fin dal primo turno Max Bugani, che per due volte sotto le Due torri si è candidato a sindaco in contrapposizione al centrosinistra e che oltretutto è l’attuale braccio destro di Virginia Raggi a Roma. Ma l’intesa a cui Bugani lavora da qualche tempo non convince molti dei suoi.

(Il Manifesto)

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