La richiesta ferma dei sindacati: “No allo sblocco dei licenziamenti”

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Bombardieri: “Siamo qui perché oggi non è una giornata di festa ma di rabbia e mobilitazione”. Landini: “Vaccinare e non licenziare”. Sbarra: “Un milione di posti persi nell’ultimo anno”

Primo maggio di mobilitazione per i sindacati, che quest’anno scelgono di essere in piazza con tre manifestazioni nazionali unitarie in luoghi simbolo, con le distanze e le precauzioni necessarie. Le manifestazioni sono a Terni, dove il leader della Cgil, Maurizio Landini, parla dalle acciaierie Ast, a Passo Corese (Rieti), con il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri che interviene dal sito di Amazon e all’Ospedale dei Castelli in località Fontana di Papa (Roma), con il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra.

Quella lanciata dai sindacati è la sfida del lavoro al tempo del Covid. E non è una giornata di festa. Lo mette subito in chiaro Bombardieri: “Siamo qui perché oggi non è una giornata di festa ma di rabbia e mobilitazione, delle tante lavoratrici e dei tanti lavoratori governati dagli algoritmi che non si possono mai fermare”.

Questo è un mondo che rimane scoperto, fatto di schiavi che a volte rimangono nell’ombra come fantasmi. Siamo qui per dare loro una voce, anche in vista della ripresa economica, che non può non partire da qui”.

Gli fa eco Maurizio Landini da Terni: “Per noi quest’anno non è un Primo maggio normale, non è semplicemente una festa, quest’anno il Primo maggio è una giornata di mobilitazione di lotta perché noi vogliamo rimettere al centro il lavoro, la sua capacità di cambiare le cose la sua capacità di curare il Paese, di curare le persone”.

E Luigi Sbarra avverte che dopo “lo tsunami sanitario” servono “riforme eque e partecipate”, perché “è stato il lavoro a pagare il prezzo più alto a una pandemia che ha aggravato le diseguaglianze e prodotto nuove povertà. Se ne parla di meno di questi temi, ma le file alla Caritas sono più lunghe di quelle per fare il vaccino”, commenta.

Al centro dei tre interventi, l’importanza di cogliere le opportunità di crescita del Recovery Fund (con l’annuncio dal palco di Landini: “Abbiamo avuto conferma che lunedì arriverà una convocazione dal Governo per discutere sul Recovery Fund. Deve essere l’avvio di un confronto vero”) e il no all’unisono dello sblocco dei licenziamenti: “Sono i lavoratori ad aver permesso di poter oggi ragionare sull’uscita dalla pandemia, non sarebbe stato possibile senza il lavoro, anche quello più umile. Con tutto quello che hanno fatto in questo anno, ora se finisce la pandemia il regalo è che i lavoratori prima si sono fatti il mazzo e adesso possono essere licenziati?”.

Landini: “Vaccinare e non licenziare”

“Vaccinare e non licenziare. Prima i lavoratori si sono fatti il mazzo e poi possono essere licenziati. Giugno luglio e agosto devono essere i mesi per vaccinare”, dice il leader della Cgil da Terni. “Basta lavoro precario – insiste – il lavoro deve essere dignitoso e permettere di vivere dignitosamente e partecipare alla vita di questo paese”.

E in un altro passaggio: “L’unità del mondo del lavoro e del mondo del lavoro con il territorio è ciò di cui abbiamo bisogno. Non è il momento di dividere, ma di unire. Il messaggio che arriva da Terni è che il lavoro unisce il Paese. Bisogna investire sul lavoro, che deve essere dignitoso perché quando si è poveri pur lavorando, vuol dire che c’è qualcosa che non funziona e che bisogna cambiare tutto”.

Parlando della convocazione a Palazzo Chigi sul Pnrr, osserva poi: “Noi abbiamo chiesto, e credo che sia necessario farlo, di entrare nel merito di ogni singolo progetto per capire quanta occupazione crea e soprattutto creare un confronto sulle riforme indicate per costruire assieme davvero un nuovo Paese. Non si cambia il Paese senza il coinvolgimento del mondo del lavoro“. E avverte: “Andiamo lì e ci aspettiamo finalmente delle risposte. E lo dico con chiarezza: questi obiettivi noi vogliamo portare a casa” e “siamo pronti a mobilitarci”.

Quindi ribadisce la necessità di fare “finalmente” una riforma degli ammortizzatori,: “Serve un sistema universale di tutele – ammonisce – occorre incentivare i contratti di solidarietà e di espansione. Licenziare deve costare di più”. Oltre agli investimenti servono riforme, aggiunge, “ma vanno discusse con lavoratori e sindacati. La prima che serve è una riforma fiscale che combatta l’evasione e riduca la tassazione a chi le tasse le paghe già”.

Sbarra: “Un milione di posti persi nell’ultimo anno”

“Un milione di posti di lavoro persi nell’ultimo anno, concertati nelle fasce deboli del precariato, soprattutto femminile e giovanile. Altri 600 mila precari che rischiano di incontrare la stessa sorte. Cinque miliardi di ore di cassa integrazione dell’ultimo anno e la caduta dell’11% delle ore lavorate. Quasi 40 miliardi di massa salariale andata persa per effetto della crisi pandemica“.

È un conto salato quello, che secondo il leader della Cisl, la pandemia presenta ai lavoratori e alle lavoratrici. Dall’Ospedale dei Castelli Sbarra ribadisce che si deve “mandare avanti ancora nei prossimi mesi il blocco dei licenziamenti perché non possiamo aggiungere nuovi disoccupati ai già tanti disoccupati”.

E afferma ancora. “La condizione di oltre 120 crisi aziendali che continuano ad essere aperte al ministero dello Sviluppo economico, in una condizione di perenne istruttoria. Ci sono 150 mila posti di lavoro collegati a quelle vertenze. Ecco perché bisogna spostare in avanti il blocco dei licenziamenti, almeno fino alla durata dell’emergenza sanitaria. Ecco perché ci serve ancora quel tempo, necessario a cambiare nella prospettiva e per  riformare gli ammortizzatori sociali e renderli universali, inclusivi, mutualistici, di tipo assicurativo”.

In questo 1 maggio, prosegue, “stiamo sollecitando il Governo ad accelerare il piano vaccinale, in particolare sull’approvvigionamento, sull’allargamento dei centri di vaccinazione e sul reclutamento di personale dedicato per sostenere questa importante campagna. È un 1 maggio in cui il tema del lavoro è più che mai una priorità“.

Bombardieri: “Ripartire da chi ha perso il lavoro”

“Bisogna ripartire dagli investimenti, dobbiamo eliminare le diseguaglianze, dobbiamo garantire nuovi posti di lavoro stabili e dignitosi: ripartiamo da chi ha perso in questi mesi il posto di lavoro”.

Parte da qui la riflessione per questo Primo Maggio del leader della Uil Pierpaolo Bombardieri​. “Nulla sarà come prima, la trasformazione che abbiamo subito cambierà l’organizzazione del lavoro: dobbiamo essere in grado di sfruttare questa innovazione. Noi potremmo partire da qui per incominciare a discutere di riduzione dell’orario di lavoro a parità di trattamento economico”.

Per Sbarra quella di parlare dal dentro distribuzione di Amazon a Passo Corese non è una scelta casuale: “Mi rivolgo direttamente ad Amazon, dicendo che noi non ci fermeremo solo perché oggi è stato concesso un giorno di riposo ai lavoratori, lo avete fatto perché avete paura – ammonisce – non ci fermeremo fino a quando i diritti dei 40 mila lavori, diretti e indiretti, dell’azienda non saranno garantiti. Lo sciopero del 22 marzo – prosegue – è servito anche a venire qui oggi, in questo giorno di rabbia e di protesta, per far sì che anche Amazon iniziasse a riconoscere i diritti dei suoi lavoratori. Ma non ci fermeremo qui, perché in realtà come questa si verificano ancora troppi fenomeni di sfruttamento del lavoro, troppa organizzazione affidata agli algoritmi. Questo è solo il punto di partenza”.

E sul Pnrr: “Fino ad ora i sindacati hanno ricevuto uno scarso coinvolgimento nel Piano di Ripresa varato dal Governo, noi vogliamo vedere i documenti e pretendiamo di dire la nostra, perché nel Piano non c’è solo la ripresa della politica, ma la ripresa del Paese, delle sue lavoratrici e dei suoi lavoratori. Questo almeno se vogliamo davvero cambiare il futuro”.

(Agi)

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