I casi positivi salgono solo tra i bambini 

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Monitoraggio settimanale. 13 mila nuovi contagi e 263 vittime ieri. Rt a 0,85, con la riapertura delle scuole i casi salgono solo nella fascia 0-9 anni. Confermata la seconda dose AstraZeneca anche tra gli under 60. Pfizer chiede l’autorizzazione per le vaccinazioni degli adolescenti. Il vaccino Sputnik V approvato in Turchia ma bocciato in Brasile

Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 13 mila nuovi casi positivi al coronavirus e 263 vittime di Covid. Secondo i dati settimanali diffusi dall’Istituto Superiore di Sanità, l’indice di contagio Rt è a 0,85: un lieve aumento rispetto alla settimana precedente ma sempre al di sotto della soglia di sicurezza 1, limite superato solo in Molise e in Sicilia. La nuova mappa del rischio vede in zona rossa solo la Valle d’Aosta e in arancione Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna. Il resto del Paese è giallo.

DAL 19 AL 25 APRILE si sono registrati 146 nuovi casi per centomila abitanti, 11 meno di sette giorni prima. L’unica fascia di età in controtendenza è quella 0-9 anni: con la riapertura delle scuole, in questa categoria l’incidenza è aumentata fino a sfiorare i 200 casi ogni centomila abitanti. È un dato che potrebbe dire molto sulla sicurezza dei protocolli di prevenzione in ambiente scolastico perché si riferisce a una fascia di età che utilizza poco i mezzi pubblici e incontra docenti in gran parte vaccinati. Ma è difficile da interpretare senza conoscere il numero dei test effettuati. L’infezione tra i bambini per ora non ha un grande impatto sull’epidemia, in quanto si tratta di casi spesso asintomatici e dunque ininfluenti per il calcolo dell’indice Rt, e non ha provocato un aumento dei contagi nelle classi adulte. Il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro non appare sorpreso né preoccupato: «Abbiamo sempre affermato che qualche spostamento, legato al movimento e all’aggregazione, era da attendersi. Ma il valore della scuola è prioritario, l’importante è mantenere l’Rt sotto 1. In ogni caso, meglio aspettare 1-2 settimane per avere conferma della tendenza». Non c’è dubbio che tenere sotto controllo il contagio scolastico sia più difficile da quando la cosiddetta variante inglese del virus è dominante nel nostro paese. L’ultima indagine rapida compiuta dall’Iss conferma che essa rappresenta il 92% dei casi, anche se permane un 4% di casi di variante P.1 (la cosiddetta “brasiliana”) concentrato soprattutto in Toscana, Lazio e Umbria.

Il contagio tra i giovani, insieme all’aumento della percentuale di anziani vaccinati, fa scendere l’età mediana dei nuovi casi positivi a 42 anni e quella dei ricoverati a 66. I pazienti di Covid nei reparti ordinari sono 20.312 nei reparti ordinari e 2.748 in terapia intensiva, con un calo del 13% per entrambi i valori. Il numero dei decessi però è sceso solo del 7%, a causa del ritardo tra la vaccinazione e la protezione: «Per vedere l’impatto dei vaccini sui decessi occorre aspettare maggio o giugno – spiega ancora Brusaferro – perché la campagna negli anziani è partita davvero solo a febbraio».

NUOVI STOP alla campagna dovrebbero essere scongiurati, almeno per il momento. Smentite le voci di un cambio di strategia per gli under 60 che hanno ricevuto la prima dose del vaccino AstraZeneca. Sebbene le regole attuali riservino il vaccino agli ultrasessantenni per il (limitato) rischio di sviluppare trombosi, per ora non cambierà nulla e riceveranno anche il richiamo dello stesso vaccino. «Non c’è evidenza di tali eventi avversi con la seconda dose» spiega Gianni Rezza, direttore della prevenzione al ministero della Salute. «Quindi confermiamo la stessa posizione espressa dall’Agenzia europea del farmaco (Ema)». Nell’ultima valutazione del 23 aprile, l’Agenzia aveva affermato che «non ci sono dati sufficienti per cambiare la raccomandazione» in quanto troppo poche persone hanno ricevuto entrambe le dosi e «non è ancora possibile stabilire se il rischio di trombosi con trombocitopenia dopo la seconda dose sia uguale o diverso rispetto alla prima».

LA CAMPAGNA VACCINALE potrebbe aprirsi anche ai più giovani. Le case farmaceutiche Pfizer e BioNTech hanno infatti presentato all’Ema la richiesta di autorizzare il loro vaccino anche alle persone con età compresa tra i 12 e i 15 anni, dopo uno studio clinico su circa 2.000 volontari di questa fascia di età in cui il vaccino ha mostrato un’efficacia del 100%. I dati però non sono ancora stati pubblicati su una rivista scientifica.

ALL’EMA GIACE anche la pratica relativa al vaccino russo Sputnik V. Ieri è stato approvato per uso d’emergenza dalla Turchia, ma ha fatto ben più rumore la bocciatura arrivata dal Brasile, dove l’Anvisa (la locale agenzia del farmaco) ha negato l’autorizzazione per una documentazione insufficiente inviata dalla Russia. In particolare, gli esperti brasiliani non hanno ricevuto dalla Russia informazioni sufficienti sul rischio che l’adenovirus usato come “veicolo” per portare il vaccino nelle cellule possa replicarsi nell’organismo e provocare a sua volta un’infezione e una risposta immunitaria. Secondo quanto ha affermato Gustavo Mendes, direttore generale dell’Anvisa, la valutazione è stata inviata per conoscenza anche all’Ema e all’Organizzazione Mondiale della Sanità.

(Andrea Capocci, Il Manifesto)

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