Carfì (Moderna): “Presto per Covid e influenza vaccino polivalente: un’unica puntura per 4 virus”

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Il capo della ricerca per le Malattie Infettive di Moderna: “Per il vaccino pediatrico, invece, contiamo di essere pronti per il 2022”

Andrea Carfì, capo della ricerca per le Malattie Infettive dell’americana Moderna ha dichiarato che per le varianti del Covid più contagiose e per l’influenza arriverà presto un vaccino polivalente: “Un’unica puntura per 4 virus”.

″Stiamo sperimentando sull’uomo due nuove versioni del vaccino: la prima contiene la sequenza della variante del Sudafrica, la seconda è la combinazione di una sequenza genetica del virus mutato e dell’originale. Si punta a trovare formule multivalenti come per l’antinfluenzale. Una dose contro quattro virus″.

La casa farmaceutica che produce il vaccino anti-Covid a Rna messaggero afferma che, grazie alle moderne tecnologie, ″per queste versioni modificate siamo riusciti ad avviare i test clinici ad appena 30-35 giorni dall’analisi dei dati che dimostravano quanto il virus identificato in Sudafrica fosse capace di diminuire di almeno cinque volte gli anticorpi neutralizzanti”.

Sulla pericolosità variante indiana, Carfì ha detto: ″Lo sapremo la prossima settimana dopo aver raccolto i dati… La variante indiana preoccupa un po’ perché combina due mutazioni già viste in altre varianti″.

Intanto Moderna ha annunciato investimenti per tre miliardi di dosi nel 2022. Carfì ″fa notare, da italiano, che gran parte degli investimenti sono per l’Europa”. E, parlando di durata dell’immunità, si fa largo l’ipotesi di una terza dose sia per vaccinati che per guariti:

“Si è visto che anche nei vaccinati con una doppia dose gli anticorpi neutralizzanti diminuiscono pur restando presenti sei mesi dopo. In più si affacciano varianti in grado di spuntare le armi degli anticorpi. Quindi è reale la prospettiva di una terza dose di richiamo per il prossimo anno e anche per i successivi”.

Sul vaccino destinato a soggetti in età pediatrica:

″È stato completato l’arruolamento dei volontari per partire con i test su 12-18enni. Speriamo di avere l’autorizzazione dall’Agenzia americana dei medicinali entro l’estate e di rendere disponibili le fiale prima dell’autunno. A metà marzo è partito lo studio su 6.500 bambini tra sei mesi e undici anni. Contiamo di essere pronti nel 2022”.

(Globalist)

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