Il Pd contro il ‘documentario’ su Regeni: “Vergognoso, infanga la memoria e tende al depistaggio”

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I democratici hanno presentato una interrogazione: “Si cerca di condizionare l’indagine della procura di Roma sulla morte del ricercatore”

Tanti sono rimasti sconcertati. Perché mentre in Italia si sta cercando la verità è comparso sul web un video che infanga di fatto la memoria di Giulio Regeni e che lancia messaggi impliciti cercando di far passare la tesi secondo la quale la morte del ricercatore italiano non deve compromettere gli affari tra Italia ed Egitto.

“Quali iniziative urgenti il governo intende assumere per ricostruire le origini, i finanziamenti e i canali comunicativi, che sono stati utilizzati per realizzare il vergognoso video apparso su YouTube che infanga la memoria di Giulio Regeni e mette in atto l’ennesimo inaccettabile tentativo di depistaggio per sostenere la tesi egiziana che le autorità del Cairo siano estranee alla tortura a morte del giovane ricercatore?”.

Lo hanno domandato in un’interrogazione presentata dai deputati dem, Romano Andrea, Davide Gariglio, Enza Bruno Bossio, Luciano Pizzetti, Umberto Del Basso De Caro, rivolta ai ministri dello Sviluppo economico, dell’Interno e della Giustizia.

”Non si esclude – hanno scritto i parlamentari del Pd – che questa operazione egiziana possa rientrare nell’attività di depistaggio messa in atto già in passato per delegittimare l’attività di indagine svolta dalla Procura di Roma alla vigilia dell’udienza preliminare del processo per i quattro 007 dell’Egitto accusati del sequestro, delle torture e dell’uccisione di Giulio Regeni. Nel documentario un avvocato egiziano parla di una presunta lettera che l’Interpol italiana inviò a quella egiziana il primo febbraio 2016, ossia due giorni prima del ritrovamento al Cairo del corpo martoriato del ricercatore friulano, per dire che Regeni era scomparso nell’ottobre 2015 in Turchia”.

“Ciò significherebbe – hanno osservato ancora i deputati Pd – che Regeni era entrato in Italia ed era uscito senza che le autorità italiane lo sapessero, come sostiene il legale Wesam Ismail parlando di una realtà molto strana che la Procura di Roma avrebbe trascurato. Il video è costellato di errori anche grossolani, come il nome dello stesso Regeni che viene storpiato, e riporta fatti già noti, ma ricostruiti con l’intento di gettare discredito sul ricercatore”.

(Globalist)

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