Speranza: “La politica non è un azzardo sulla pelle degli italiani”

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Il Ministro della Salute al Senato per difendersi contro la mozione presentata da Fratelli d’Italia: “Resterò sempre distante dalle polemiche che danneggiano il prestigio dell’Italia”

 

Oggi è un giorno decisivo per Roberto Speranza: in Aula al Senato si vota la mozione di sfiducia presentata da Fratelli d’Italia per rimuoverlo dall’incarico di Ministro della Salute. L’accusa, ideologica e pretestuosa dell’estrema destra è che Speranza sia il ‘simbolo del copifuoco’ e che le chiusure siano ideologiche e politiche.
È da qui che parte la relazione di Speranza, che ha dichiarato: “Nessuno dovrebbe mai dimenticare che il nemico è il virus e che dovremmo essere uniti nel combatterlo. Mentre si cerca di sfruttare l’angoscia degli italiani per miopi interessi di parte”.
“È con amarezza” ha detto Speranza, “che vedo che vedo prevalere invece lo scontro politico, spesso anche alimentando un linguaggio di odio che non può mai essere accettato. È sbagliato, perché produce danni enormi, non a me o al governo, ma al Paese che deve restare unito in un passaggio delicato”.

“Il Paese deve restare unito in un passaggio così delicato. Questo ci ha chiesto il Presidente Mattarella quando ha proposto a tutti noi di sostenere il nuovo governo Draghi. Questo ho sempre ribadito in ogni mio intervento in Parlamento e questa rimarrà sempre la mia linea: unità, unità, unità!”. E ancora: “Resterò sempre distante dalle polemiche che danneggiano il prestigio dell’Italia e rendono più difficile il lavoro. Comprendo le ragioni della battaglia politica ma la politica non è un gioco d’azzardo sulla pelle dei cittadini. In un grande Paese non si fa politica su una grande epidemia”.

“Affronto questo dibattito e il voto finale con il rispetto che si deve e la consapevolezza di aver servito ogni giorno il mio Paese con disciplina. Con impegno per difendere la salute degli italiani, il faro che mi guida in ogni scelta”.

“Il mancato aggiornamento del piano pandemico antinfluenzale è un tema che va affrontato con grande serietà, evitando di piegarlo alla polemica politica come purtroppo avvenuto nelle ultime settimane. Anche perché è un tema che viene da lontano. Tutte le mozioni sottolineano come il piano non sia stato aggiornato secondo le linee guida dell’Oms per molti anni. Fanno dunque riferimento a 180 mesi durante i quali si sono alternati ben 7 governi, con diverse maggioranze parlamentari. Tutti i gruppi di quest’Aula, compresi quelli che hanno sottoscritto le mozioni oggi in discussione, hanno sostenuto alcuni di questi governi. Troppo facile oggi far finta di non vedere. Io ho fiducia e rispetto per il delicato lavoro che sta svolgendo la magistratura. Credo fermamente che chiunque, nessuno escluso, chiunque abbia avuto responsabilità in questi mesi così difficili, dai vertici dell’Oms fino al sindaco del più piccolo comune, debba essere pronto a rendere conto delle proprie azioni. Questa è la forza e la bellezza di una grande democrazia come la nostra”.

“Quanto, invece, alle responsabilità politiche – ha aggiunto – non sono io a dovermi difendere. Come dicevo, ho giurato al Quirinale il 5 settembre del 2019 e posso dire, a testa alta, che adesso il piano pandemico antinfluenzale aggiornato c’è, approvato all’unanimità in conferenza Stato-Regioni. Quello che non è stato fatto in molti anni è stato invece realizzato in pochi mesi proprio durante il mio mandato. Quello approvato è un documento importante anche e soprattutto per l’impostazione fortemente operativa e la chiara definizione di compiti, ruoli e responsabilità”.

“Di fronte a un virus totalmente nuovo è del tutto evidente che il piano pandemico antinfluenzale del 2006 non era sufficiente, né lo erano le successive raccomandazioni Oms. Non era una situazione in cui sedersi e attendere istruzioni. Per salvare delle vite andavano trovate soluzioni nuove e assunte decisioni rapide. Ecco perché, del vecchio piano, è stato valorizzato ciò che era utile e funzionale come ad esempio la dichiarazione dello stato di emergenza, ma i nostri tecnici hanno valutato da subito che c’era da andare decisamente oltre”.

Alla fine del discorso, Speranza ha ricevuto molti applausi, anche dai banchi del centro-destra. Tra i membri di Forza Italia, infatti, si respira un’aria di insoddisfazione nei confronti dei leader di Lega e Fratelli d’Italia.
Ieri Matteo Salvini ha tenuto una linea ambigua, dicendo che prima di decidere avrebbe “parlato con Sileri”. Italia viva ha detto di essere contraria alla sfiducia, ma il capogruppo Davide Faraone ha chiesto comunque sia istituita una commissione che indaghi su tutto quello che è accaduto nella gestione di questa pandemia”.

(Globalist)

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