Il Pd incalza Zaia: “Deve presentarsi in Consiglio regionale e chiarire sulla gestione della pandemia”

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I consiglieri dell’opposizione: “Il tema non è la disamina tecnica delle procedure in campo sanitario, ma la discussione sulle scelte politiche compiute durante la pandemia”

 

La puntata di Report di lunedì ha scatenato un vespaio di polemiche sulla gestione della pandemia da Covid in Veneto.
Infatti la regione guidata dal leghista Zaia è passata dall’essere il modello a cui ispirarsi nella prima ondata, complice l’intuizione dei test a tappeto sulla popolazione di Vò Euganeo avuta dall’ex capo della task force Andrea Crisanti, ad avere un numero di malati e di morti superiore alla media nazionale nella seconda ondata di novembre.
“Dietro al caso scoperchiato da ‘Report’ le eventuali responsabilità non sono soltanto tecniche, ma politiche: per questo Zaia deve presentarsi in Consiglio regionale in modo da potersi confrontare a 360 gradi sulla gestione della pandemia.
La proposta di una seduta di quinta commissione alla presenza dei tecnici, perché sono loro che si occupano di tamponi e delle modalità di contact tracing, è insufficiente”, così i consiglieri regionali veneti del partito democratico tornano a insistere per un confronto con il presidente della Regione Luca Zaia, che in effetti non si è negato ma ha anzi assicurato che si presenterà in aula martedì prossimo, dopo la conferenza stampa odierna in cui quest’ultimo ha sostenuto che le questioni poste siano esclusivamente tecniche.
“Il tema non è la disamina tecnica delle procedure in campo sanitario, ma la discussione sulle scelte politiche compiute nei mesi della pandemia.
Non è accettabile lo scaricabarile sulla parte tecnica della Regione, già iniziato in questi giorni, né che sia il presidente a decidere le modalità con cui si debba fare chiarezza.
C’è una sede istituzionale e lì si discute, nel rispetto di tutte le forze politiche e di tutti i veneti”, continuano i dem.
La commissione sanità non esclude il Consiglio.
Siamo favorevoli ad ascoltare i tecnici su tutti i temi sollevati dall’inchiesta di ‘Report’, ma ovviamente non è sufficiente, perché noi non siamo tecnici”, concludono i consiglieri del Pd.

(Globalist)

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