Lei è Giulia, una bambina che ogni giorno compie passi da gigante

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Da Roma a Osimo: un strada lunga anni percorsa a occhi bendati e con i tutori alle gambe

Giulia ha 8 anni e qualche mese fa ha fatto un viaggio che le ha cambiato la vita.

Una strada di poco meno di 300 km che si è trasformata in un viaggio lungo 8 anni. Da Roma, la famiglia si è trasferita a Osimo (AN). Un cambiamento complicato per i due adulti di casa, ma necessario per il bene di Giulia.

Già, perché lei è una bambina nata sordocieca, con un minimo residuo visivo, e con una malformazione ai reni e una alle ossa. Il trasferimento a Osimo è avvenuto dietro consiglio della sede territoriale di Roma della Lega del Filo d’Oro, punto di riferimento nel Lazio per le persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali, a cui la famiglia si è rivolta cercando e trovando il giusto supporto.

Ma perché andare proprio a Osimo? È qui che si trova il Centro Nazionale della Lega del Filo d’Oro, che comprende strutture strategiche come il Centro Diagnostico, i Servizi Educativi-Riabilitativi e Sanitari e i Trattamenti Intensivi. Qui si trovano operatori e volontari pronti ad aiutare bambini e adulti come Giulia a uscire da un mondo fatto di buio e silenzio e a supportare le loro famiglie nel difficile lavoro quotidiano di genitori o caregiver a tempo pieno.

E la mamma di Giulia, Monica, sa meglio di chiunque altro quanto l’incontro con La Lega del Filo d’Oro di Osimo sia stato determinante per far compiere alla piccola Giulia veri e propri passi da gigante. Dallo scorso settembre, dopo una lunga lista d’attesa, Giulia ha infatti iniziato a frequentare, per 8 ore al giorno, la 2° elementare presso la struttura di Osimo, con l’aiuto di una maestra dedicata e insieme ad altri 10 bambini sordociechi.

La nuova situazione ha portato tanti benefici a Giulia in poco tempo: adesso, infatti, la bambina ha iniziato a comunicare a parole le sue esigenze e a masticare durante i pasti, senza contare che ora cammina più facilmente con e senza tutori, che è più serena e che ride spessissimo. Mamma Monica, con poche significative parole, sa descrivere perfettamente questo cambiamento nella figlia:

“È la prima volta in otto anni che vedo Giulia felice.”

Mancanza di terapia e socialità significa regressione

Passi da gigante, come detto. Niente a che vedere con la situazione vissuta da Giulia nei mesi precedenti, in cui la pandemia e il lockdown avevano creato non poche difficoltà alla sua famiglia e alla sua vita. Mesi in cui Giulia stava subendo una vera e propria regressione, causata dalla mancanza di socialità, fattore tanto importante per una bambina, a maggior ragione se sordocieca. Anche l’assistenza domiciliare, in quel periodo, era fornita con il contagocce, causando un ulteriore rallentamento dal punto di vista terapeutico, anch’esso fondamentale.

Ma era proprio la continuità di terapie e nella socializzazione che serviva a Giulia per non rischiare di perdere le tante abilità già acquisite con fatica ed è ciò che ha trovato alla Lega del Filo d’Oro.

L’appello di chi si impegna ogni giorno 

Insomma, quello di Giulia è stato un percorso iniziato alla nascita, nel buio e nel silenzio, ma che, poco alla volta, sta evolvendo, trovando una sua luce e una sua colonna sonora. Un cammino sostenuto fermamente dall’instancabile lavoro di mamma Monica nel combattere tutti i giorni per i diritti di Giulia, ma anche dall’impegno quotidiano di operatori e volontari della struttura di Osimo e da tanti sconosciuti che hanno deciso di tendere una mano e destinare il proprio 5×1000 a favore della Lega del Filo d’Oro (C.F. 80003150424).

È il presidente della Fondazione Lega del Filo d’Oro, Rossano Bartoli, a esprimere questa fondamentale necessità, a nome di tutti i sordociechi e pluriminorati psicosensoriali d’Italia, parlando degli sforzi fatti.

“Sforzi incredibili, che necessitano a loro volta di un incredibile sostegno, grazie al quale potremo continuare a crescere, per offrire adeguata assistenza e riabilitazione a sempre  più persone in Italia, investendo in nuove soluzioni che valorizzino le capacità residue di ognuno.”

Il suo è, dunque, un appello a tutti noi, a compiere un gesto semplice e gratuito come la sottoscrizione del 5×1000 a favore di Lega del Filo d’Oro e delle tante sedi territoriali presenti nella Penisola, tra cui anche il Centro di Roma. È un invito a visitare il sito web dedicato così da raccogliere tutte le informazioni necessarie per indicare, in sede di dichiarazione dei redditi, il codice fiscale della Lega del Filo d’Oro (C.F. 80003150424)

Una semplice firma, insomma. Nulla di più, in fondo, serve per rendere il nostro contributo #uncontattochevale.

 (RomaToday)

 

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