Per non dimenticare Chernobyl (26 aprile 1986)

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Riceviamo e pubblichiamo un comuniucato della Associazione Scuolambiente sulla ricorrenza del disastro di Chernobyl

Sono passati 35 anni da quella notte del 26 aprile 1986 quando nella centrale nucleare Lenin nei pressi di Chernobyl nell’Ucraina del nord avvenne l’incidente che segnò la storia dell’uomo.

A causa di un errore umano di valutazione nel corso di un test nel Reattore 4 della centrale si verificò un brusco e incontrollato aumento della potenza e della temperatura del nocciolo con conseguente esplosione. Una nube di materiale radioattivo fuoriuscì dal reattore e ricadde su vaste zone del territorio ucraino, bielorusso e russo contaminandole. La nube poi si espanse su tutto l’emisfero settentrionale tanto che fu la Svezia a dare l’allarme in quanto il governo sovietico in un primo momento cercò di non diffondere la notizia.

Furono evacuate 360.000 persone e i morti furono migliaia nell’immediato e purtroppo ancora oggi le nuove generazioni vivono le conseguenze del disastro per la diffusione di malformazioni genetiche e di leucemie e tumori, soprattutto alla tiroide, in cui si fissa lo iodio radioattivo provocando la malattia.

Fin dal 1997 Scuolambiente si è rivolta alle scuole del territorio (Ladispoli, Cerveteri, Civitavecchia) con il progetto “Per non dimenticare Chernobyl” che si è interrotto solo con la pandemia.

Con questo progetto si è voluta continuare la sensibilizzazione e l’informazione su quanto accaduto a Chernobyl per non far spegnere i riflettori su questa tragica realtà causata dall’errore umano.

Mediante vari strumenti di comunicazione e di approfondimento i ragazzi possono apprendere, conoscere ed elaborare anche dei messaggi di solidarietà verso i coetanei meno fortunati. Questo perché fin dal 1998 Scuolambiente ha messo in atto anche un “Progetto di Accoglienza” temporanea della durata di un mese, rivolta a bambini bielorussi dai 7 ai 13 anni con presenza di problematiche sanitarie, quali tumori e leucemie, e socioeconomiche.

Durante questi soggiorni, che si sono interrotti solo con la pandemia, i bambini vengono monitorati con visite mediche e, grazie ad una sana alimentazione, un’intensa iodoterapia dovuta alla presenza del mare e attività ludico-sportive diminuiscono la concentrazione di sostanze nocive nell’organismo e aumentano le difese immunitarie.

Inizialmente l’accoglienza avveniva in famiglie in collaborazione con il comune di Ladispoli per poi evolversi negli anni successivi in colonia estiva Scuolambiente,  in seguito, dal 2008,  a sostegno del progetto di accoglienza del C.E.U. (Centro Ecologia Umana) di Roma, e, nel 2015,  è stato dato supporto anche a quello dell’AVO di Ladispoli.

Questi progetti sono sostenuti, grazie all’attività dei volontari, delle scuole, degli sponsor e di alcuni enti,  con iniziative di sensibilizzazione e raccolta fondi, quali le Stelline della solidarietà a Natale, la Tombolata della Befana, il Concerto di solidarietà ad aprile, la Giornata dell’accoglienza a luglio.

Come già detto questi progetti si sono interrotti solo con la pandemia, ma Scuolambiente è pronta a rimetterli in campo non appena le condizioni lo consentiranno, confidando di ritrovare la collaborazione di quanti l’hanno sostenuta finora, nella convinzione che l’esperienza di Chernobyl non può essere dimenticata né da chi l’ha vissuta né dai giovani ai quali bisogna farla conoscere.

Associazione Scuolambiente

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