Meloni non si smentisce: il 25 aprile non condanna il fascismo ma chiede la ‘libertà’ dal coprifuoco

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La nostra estremista di destra mostra anche oggi il vero volto: una forza politica che non vuole riconoscere i valori fondanti della Costituzione antifascista e distorce il significato della liberazione

Non si smentisce mai: non ammette di essere fascista mentre è alla guida di un partito pieno di fascisti che festeggiano la marcia su Roma, diffamano la Resistenza e che celebrano Mussolini, un dittatore criminale.

Lei dice sempre che lei è nata dopo la fine del fascismo ma non perde occasione per difendere i fascisti (si è scagliata sempre contro la legge Fiano) condannare l’antifascismo, ossia la richiesta delle amministrazione comunali di ripudiare la dittatura quando si chiedono spazi pubblici e no ha mai detto una sola parola contro Mussolini, il dittatore del quale candida i rampolli per garantirsi il voro fascista.

E anche adesso non si smentisce: invece di celebrare la Liberazione dal nazi-fascismo e condannare la dittatura criminale delle camicie nere, la capa di Fdi tenta perfino di strumentalizzare la festa nazionale.
E cosa ha detto Giorgia Meloni?
”La libertà, mentre la celebriamo, non è più scontata. A oltre 70 anni dall’inizio della nostra Repubblica democratica, e ad oltre un anno dall’inizio della pandemia, il Governo ancora pensa di potersi arrogare il diritto di decidere se e quando gli italiani possano uscire di casa. Appello a tutti coloro che credono nel valore della libertà: aiutateci ad abolire il coprifuoco”.

Applicare le ricette di Trump e Bolsonaro in Italia sarebbe una tragedia nella tragedia. La distorcere il significato del 25 aprile dimostra la bassezza politica di chi parla di libertà ma non ha mani condannato la dittatura assassina che tolse la libertà agli italiani e porta la patria allo sfascio morale e materiale.

(Globalist)

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