Nonostante il clima di semi-isolamento per il Covid-19, si è commemora la data del 25 aprile che a ben titolo detiene la nomina di Festa Civile più importante per la nostra Patria.

Ragioni storiche: dovrebbero essere analizzate le cause scatenanti, quanto sofferenze e conseguenti barbarie affinchè i nostri giovani, nostro futuro, facciano proprie le idee di libertà e civiltà per cui donne e uomini di tutte le tendenze politiche hanno combattuto e sacrificati. La seconda guerra mondiale è stata non una semplice guerra tra Stati, ma è stata una guerra con genocidi, con la sistematica eliminazione di coloro che erano diversi o non conformi a presunti ideali di superiorità. Il fascismo e il nazismo dichiararono guerra alla Cultura, furono bruciate intere biblioteche casseforti della Conoscenza, deportati, torturati, uccisi milioni di persone infliggendo loro anche torture in funzione di teoriche sperimentazioni.

Dopo un venticinquennio di buio delle coscienze popolari un nucleo spontaneo iniziò una guerra contro l’occupazione tedesca ben affiancata purtroppo da italiani proni, ma anche artefici, a leggi razziali.

Anche se il 25 aprile non fu la data ufficiale della fine della guerra, terminata il 2 maggio, questa data è la data convenzionale concordata per celebrare la Liberazione. La Festa entrò ufficialmente in vigore nel 1949 con la legge 269, ma festeggiata ufficiosamente anche nel 1946, nel 1947 e nel 1948. Il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia proclamò l’insurrezione nel Nord Italia contro i tedeschi e gli italiani legati alla Repubblica Sociale Italiana, e fu guerra civile. Napoli, tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre del 1943, divenne la prima città d’Europa a essersi liberata da sola dai nazifascisti, successivamente Milano e Torino insorsero.

In questi ultimi anni, si è affievolito il sentimento di unità popolare con un rinato egoismo frutto di svariate cause quali difficoltà lavorative, povertà, consumismo esasperato da una globalizzazione priva di ogni futuro. La pandemia sopraggiunta ha contribuito ad esasperare i problemi su citati facendo affiorare di nuovo una guerra tra regioni e classi sociali.

Nel pomeriggio di oggi, l’Associazione Partigiani di Bracciano nella piazza del Comune ha organizzato una manifestazione per commemorare la Liberazione; con grande soddisfazione abbiamo visto la partecipazione di alcuni studenti del Liceo Vian  mostranti cartelli con loro frasi inneggianti alla Libertà.

Hanno preso la parola citando brani di partigiani o di scrittori la Presidente dell’ANPI e di partiti politici PD, 5Stelle, Sinistra Italiana, Italia Viva. Tutti gli interventi hanno testimoniato l’importanza di non dimenticare quanto i nostri valori partigiani hanno fatto per dare a noi tutti un futuro di pace e libertà, come pure non fare cadere nell’oblio cosa significhi essere liberi e il professare ogni giorno la equità sociale. Le parole sono state accompagnate anche da brani musicali inneggianti ad una Italia come sognata da poeti, donne e uomini di tutte le estrazioni sociali.

Claudio Cappabianca

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