“25 Aprile: un ricordo di Giuseppe Curatolo

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Pubblichiamo una lettera di Giuseppe Curatolo al Presidente de L’agone, in cui ricorda affettuosamente il partigiano Lepre cioè a suo padre Michele.

 

“Caro “Giovanni”, (Presidente de L’agone, NDR), ogni anno mi coglie una certa perplessità per le coreografie e per il coro di frasi fatte che inonda il 25 aprile. Quest’ anno 

ho voluto fare la mia piccola celebrazione personale e domestica di cui ho fatto partecipi i figli e pochi amici (tra cui tu e l’ Agone nuovo). Ho pensato di fare memoria e ricordare quei giorni volgendo un pensiero affettuoso ad una persona amata, al partigiano Lepre cioè a mio padre Michele.

Nonostante la sua militanza nelle Brigate Garibaldi – Brigata Nannetti e poi Brigata Carando, papà non fu certamente comunista (da ufficiale, aveva giurato fedeltà al Re) ed era troppo intelligente e raffinato per essere fascista, credo invece che fosse sostanzialmente di sentimenti liberali. Sappiamo però che in quei giorni ai combattimenti parteciparono italiani di ogni convinzione politica e papà dovette trovare una collocazione adatta al suo status. La militanza partigiana durò dall’ ottobre 1944 al maggio 1945 e, stando ai documenti, non fu vissuta facendo sfilate e sventolando bandiere ma anche combattendo e rischiando. Verso la fine della guerra e subito dopo, papà restò militare e fedele al suo giuramento ed a poche amicizie maturate sotto le armi e provate in condizioni molto difficili. 

E’ facile oggi sventolare indisturbati le proprie bandiere per strada (ma quando la bandiera sventola, il giudizio è nella tromba), più interessante ed efficace sarebbe difendersi dai nuovi  autoritarismi come “Lepre” mi ha insegnato e cioè sempre cercando di capire e chiedendo di ogni cosa: “perchè?” senza riguardo per nessun mainstream e per nessuna zona franca. 

Giuseppe Curatolo

 

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