Gino Strada: “La morte di quei 130 migranti è un’assoluta vergogna dell’Europa”

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Il fondatore di Emergency sul mancato aiuto ai migranti morti al largo della Libia: “Si ripete film dell’egoismo, dell’indifferenza, della negazione dei diritti delle persone”

Il fondatore di Emergency Gino Strada, da sempre impegnato negli aiuti umanitari, non riesce a commentare se non con parole amare il naufragio dei più di 100 migranti che hanno perso la vita a causa della mancanza di soccorsi in mare, nonostante fosse stato più volte lanciato l’allarme da Alarm Phone.
“Si ripete film dell’egoismo, dell’indifferenza, della negazione dei diritti delle persone” sono “anni che la richiesta di canali umanitari cade nel vuoto” e ancora una volta “contiamo i morti nel Mediterraneo, sono indignato e allo stesso tempo intristito”.
E’ un’assoluta vergogna dell’Europa”, ha detto Strada.
“Bisognerebbe trovare il modo di interrompere questo atteggiamento inaccettabile in un Paese civile”.
Il Fondatore di Emergency ha anche parlato di un sistema che potrebbe diminuire i rischi attraverso l’apertura di “canali umanitari sicuri” i quali “risolverebbero in grossa parte il problema dell’immigrazione” sottolineando che nonostante i continui appelli avanzati da Emergency “questa voce cade sempre nel vuoto”.
Il segretario del Carroccio, Matteo Salvini, a proposito del naufragio ha commentato dicendo, “altro sangue sulla coscienza dei buonisti”, a questa affermazione Gino Strada si è limitato a dire, “non credo sia il caso di commentare le opinioni di Salvini”.

“Ci arrivano molte richieste da parte delle persone, in posti diversi della Calabria, ma ovviamente l’intervento nella Sanità presuppone l’accordo e la collaborazione con le autorità”, ha precisato il fondatore di Emergency, “a Crotone abbiamo fatto quello che dovevamo fare” – in riferimento al contributo all’impegno di Emergency contro l’epidemia di Covid-19 in Calabria – “e abbiamo concluso.
Poi abbiamo dato la nostra disponibilità per eventuali altri interventi in Calabria però non ci è arrivata nessuna richiesta da parte delle autorità” e ancora “se qualcuno ci chiede di dare una mano, noi siamo pronti, come abbiamo fatto fin dall’inizio in Lombardia” così come in altre parti del Paese.

In Italia, l’impegno di Emergency nella lotta al coronavirus “continua con i poliambulatori, nelle strutture fisse e mobili, “tra cui quello di Polistena in Calabria” ma anche “dando risposte alla popolazione con la distribuzione di pacchi alimentari.
Questa pandemia – ha detto Strada – ha innescato un dramma sociale spaventoso, le cui dimensioni sono ancora difficili da capire.
Sarà una tragedia enorme: non mi sarei mai aspettato di vedere gente in fila a Milano per un pasto e non mi riferisco agli habitué”.

(Globalist)

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