Crisanti condanna le riaperture: “Ci costeranno 600 morti al giorno, io al ristorante non andrò”

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Quanto allo spostamento del coprifuoco dalle 22 alle 23 “è ininfluente, diciamo che l’unica differenza è che alle 23 i ristoranti possono fare due turni quindi più incassi”.

 

Ospite ad Un Giorno da Pecora Andrea Crisanti, direttore di Microbiologia e Virologia all’Università di Padova, da giorni scettico sulle riaperture che, prevede, faranno impennare i contagi e i morti e ci costringeranno a chiudere a ridosso per l’estate, ha dichiarato: “Se noi continuassimo a stare nella situazione attuale in un mese il numero dei casi diminuirebbe a poche migliaia e avremo una drastica riduzione dei morti, poche decine. Con le riaperture c’è la possibilità che il numero dei morti aumenti, arrivando anche a 5/600”.
“Il rischio – aggiunge – sono le persone che muoiono. E la maggior parte delle persone non muore in terapia intensiva ma vigile ed in condizioni di asfissia, una morte orribile, cominciamo a dire anche queste cose”.
“Da lunedì non andrò al ristorante, perché sono convinto che è sbagliato, voglio dare il buon esempio” ha continuato Crisanti.
“Come aiutare queste attività? Penso che ai ristoratori bisognerebbe dare esattamente quello che hanno dichiarato nelle tasse – afferma il virologo – lira per lira, anzi euro per euro”.
Quanto allo spostamento del coprifuoco dalle 22 alle 23 “è ininfluente, diciamo che l’unica differenza è che alle 23 i ristoranti possono fare due turni quindi più incassi”.

(Globalist)

 

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