coordinamento provinciale dei Comitati per l’Acqua Pubblica della Tuscia “Non ce la Beviamo”: no a privatizzazione di talete

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Riceviamo e pubblichiamo il comunicato del coordinamento provinciale dei Comitati per l’Acqua Pubblica della Tuscia “Non ce la Beviamo”

ARENA E I SINDACI RISPETTINO LA VOLONTA’ DEI CITTADINI : LUNEDI PRESIDIO ALLE 11,00  SOTTO IL PALAZZO DELLA PROVINCIA DI VITERBO

Riteniamo grave e inaccettabile sottrarsi al confronto con i cittadini quando si gestisce un bene pubblico come l’acqua ma questo è ciò che succede nel viterbese.

Silenzio da parte del Presidente dell’A.T.O. Di Viterbo  Dott.  Pietro Nocchi , e del neo Presidente della Talete che, a fronte di ufficiali   richieste di incontro trasmesse dal Coord.to Prov.le per l’Acqua Pubblica Non ce la Beviamo tramite  pec il 18/3 e il 24/3 u.s. , non hanno ad oggi  fornito risposta .

Un silenzio ancora più colpevole quando è in ballo il tentativo di privatizzare un bene essenziale alla vita di ogni essere umano.

Nella schiera dei silenti ci sono molti Sindaci  che nell’assemblea dei soci di Talete Spa votano in modo contrario rispetto  a quanto deciso nei consigli comunali come è avvenuto durante la riunione del 30/12/2019 in cui coloro che si erano impegnati tramite delibera comunale a non approvare ulteriori aumenti delle tariffe, in camera caritatis, hanno invece votato per gli aumenti .

Il Sindaco di Viterbo ad esempio è uno di questi ed oggi si dichiara a favore  della privatizzazione dimenticandosi che recentemente in consiglio comunale a Viterbo è stata approvata proprio quella  delibera che vieta l’ingresso dei privati  e che  lui stesso l’ha votata.

Insieme al Comune di Viterbo molti altri Comuni compresi i maggiori  della Provincia hanno deliberato approvando questo atto di Giunta che vieta la privatizzazione dell’acqua e gli aumenti ma  molti sono  i Sindaci che stanno facendo  il doppio gioco.

Ancora più grave  oggi  sarebbe modificare lo statuto di gestione di un servizio pubblico  in un assemblea dei soci di una Spa di diritto privato , senza passare per il Consiglio Comunale.

Vedremo se il 26 Aprile verrà commesso anche questo vulnus alla democrazia.

Noi siamo al fianco di quegli Amm.ri onesti che portano  avanti il proprio mandato

coerentemente, rispettando la volontà espressa dalle comunità che rappresentano

 e lotteremo con tutti i mezzi contro il  tradimento della volontà popolare espressa nel Referendum del 2011 e allo stesso tempo contro la violazione delle disposizioni approvate nei consigli comunali.

Il subentro del privato, che rischia di far vedere ACEA protagonista anche nel territorio viterbese, opera attraverso la richiesta di prestiti a tasso di mercato che dovranno sobbarcarsi i cittadini con bollette ancora più esose. Inoltre non verrà minimamente intaccato il modello di gestione che manterrà le stesse dinamiche di clientelari e partitocratiche sacrificando  la salubrità e l’accessibilità all’acqua  sull’altare di questi interessi.

Abbiamo già sperimentato i frutti amari della privatizzazione e

mentre ACEA ripartisce i dividendi  – le reti idriche perdono  oltre il 40% di acqua.

L’alternativa esiste , si chiama Ripubblicizzazione, si chiama Legge 5/2014, si chiama fiscalità generale.

Invitiamo pertanto tutti i cittadini al Presidio di  lunedì 26/4/2021 alle ore 11,00 sotto il Palazzo della Provincia di Viterbo in Via Saffi per dire FUORI IL PROFITTO DALL’ACQUA , per dire NO  a TALETE  SI ACQUA PUBBLICA .

COORD.TO PROV.LE  DEI COMITATI PER L’ACQUA PUBBLICA “Non ce la Beviamo”

 

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