Migranti, naufragio al largo della Libia: “Forse 120 morti”

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Lo riferiscono fonti umanitarie: “Siamo arrivati troppo tardi sul posto”

Potrebbe essere 120 le vittime di un naufragio di migranti avvenuto nel Mediterraneo, al largo della Libia. Lo riferiscono fonti umanitarie. “Siamo arrivati troppo tardi sul posto”, hanno detto.

Tre mercantili e la nave Ocean Viking erano alla ricerca da ore di una imbarcazione a bordo della quale si trovano oltre 100 persone, della quale non si sapeva più nulla da ieri. “Abbiamo avvertito le autorità 27 ore fa. Cosa stanno facendo? Abbiamo perso il contatto con loro e non sappiamo se sono sopravvissuti alla notte. Temiamo il peggio”, aveva scritto in giornata Alarm Phone.

“Il mare è molto agitato – aveva spiegato qualche ora fa Sos Mediterranee – potremmo trovarci di fronte una probabile tragedia”. Ieri in serata ancora Alarm Phone aveva scritto: “Abbiamo parlato con le autorità libiche. Dicono che non usciranno in mare a causa del meteo. Le autorità di Ue e Libia stanno lasciando morire le persone! Tutto il giorno abbiamo chiesto un intervento, ma hanno rifiutato”.

“Abbiamo visto almeno dieci corpi” e “nessun sopravvissuto”. L’equipaggio di Ocean Viking racconta lo scenario che si è trovato davanti quando è giunto sul luogo del naufragio. “Oggi – prosegue la ong – dopo ore di ricerca, la nostra peggiore paura si è avverata. L’equipaggio ha dovuto assistere alle devastanti conseguenze del naufragio di un gommone a Nord-Est di Tripoli. Mecoledi’ mattina era scattato l’allarme rispetto a questa stessa imbarcazione con circa 130 persone a bordo. Nelle ultime 48 ore, il network telefonico civile Alarm Phone ci ha avvisato di un totale di tre barche in difficolta’ in acque internazionali al largo della Libia. Tutte si trovavano ad almeno dieci ore dalla nostra posizione nel momento in cui abbiamo ricevuto le segnalazioni. Abbiamo cercato due di queste barche, una dopo l’altra, in una corsa contro il tempo con il mare molto mosso, con onde fino a 6 metri”.

“In assenza di un coordinamento efficace da parte dello Stato – prosegue l’equipaggio – tre navi mercantili e la Ocean Viking hanno cooperato per organizzare la ricerca in condizioni di mare estremamente difficili. Oggi, mentre cercavamo senza sosta – nella totale mancanza di supporto dalle autorità marittime competenti – tre cadaveri sono stati avvistati in acqua dalla nave mercantile MY ROSE. Un aereo di Frontex ha individuato poco dopo il relitto di un gommone. Dal momento in cui siamo arrivati sul posto oggi non abbiamo trovato nessun sopravvissuto, ma abbiamo visto almeno dieci corpi nelle vicinanze del relitto”.

Ieri un’altra imbarcazione, a bordo della quale si trovavano circa 100 migranti, era stata riportata in Libia. Una donna e un bambino sono morti in quell’episodio. “Abbiamo il cuore spezzato. Pensiamo alle vite – sottolinea l’equipaggio di Ocean Viking – che sono state perse e alle famiglie che potrebbero non avere mai la certezza di cio’ che e’ successo ai loro cari”.

Resta “sconosciuto” il destino di un’altra imbarcazione, a bordo della quale si trovavano 40 persone”. “Questa – conclude la ong – e’ la realta’ nel Mediterraneo centrale: piu’ di 350 persone hanno gia’ perso la vita in questo tratto di mare quest’anno, senza contare le decine di persone che sono morte nel naufragio a cui abbiamo assistito oggi. Gli Stati abbandonano la loro responsabilita’ di coordinamento delle attivita’ di ricerca e soccorso, lasciando gli attori privati e la societa’ civile a riempire il vuoto mortale che si lasciano dietro. Possiamo vedere il risultato di questa deliberata inazione nel mare intorno alla nostra nave”.

(La Repubblica)

 

 

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