Pessimo esempio di una ragazza di 25 anni

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Questa storia è allucinante.

Roma, 2.30 del mattino.

Una ragazza di 25 anni cammina in zona Prati, in palese violazione del coprifuoco, quando viene fermata dalla polizia con la richiesta di autocertificazione.

 

 

La risposta della ragazza è sprezzante:

“Lavoro come stagista a Palazzo Chigi, non sono una pischella qualunque. Con me cascate male, state attenti.”

E ancora:

“Per le mie competenze, sono al di sopra di voi, non potete farmi nulla.”

All’ovvia insistenza degli agenti, la ragazza, che al culmine del delirio si autodefinisce pure “nipote di un pezzo grosso”, reagisce: “Datemi i vostri nomi, io vi rovino, vi faccio perdere il lavoro” dice, prima di chiamare i carabinieri.

È finita nell’unico modo possibile: oltre alla multa per la violazione del coprifuoco, è stata denunciata per minacce e rischia anche la denuncia per procurato allarme per aver allertato i carabinieri.

Ma il minimo, di fronte a una condotta del genere, è che venga immediatamente rimossa da qualsiasi ruolo di qualunque livello non solo a Chigi ma in qualunque altra istituzione.

Perché – come scrive il Prof. Guido Saraceni – “con tanti giovani seri e preparati che ci sono in Italia, non abbiamo davvero bisogno di offrire una chance a gentaglia di questo tipo.”

(Lorenzo Tosa)

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