Agnelli: “Superlega senza inglesi? Non è più il caso, ma in tanti volevano aderire”. Juve, crollo in Borsa

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Il presidente bianconero: “Credevo davvero che il progetto potesse cambiare il calcio in meglio”. Esulta Boris Johnson.

Marcia indietro di Inter e Milan, via anche l’Atletico Madrid, le scuse di Liverpool e Manchester United. Il presidente Uefa Ceferin: “Ammirevole ammettere un errore, ora ricostruiamo l’unità”. Leghe europee riunite per ripartire

È tramontato nella notte il sogno della Super Lega europea. Dopo l’addio delle società inglesi, iniziato con il dietrofront del Manchester City a cui è seguito anche quello delle altre, questa mattina sono arrivate le parole del presidente della Juventus, Andrea Agnelli, rilasciate alla Reuters: “Voglio essere franco ed onesto, non penso che il progetto possa continuare con 5 o 6 squadre – ha spiegato il vicepresidente della Superlega -. Non parlerei tanto di dove è andato quel progetto, piuttosto del fatto che resto convinto della sua bellezza”. Il presidente della Juventus si è detto convinto “del valore che si sarebbe sviluppato a piramide, della creazione della più bella competizione al mondo”, per poi lasciare spazio a considerazioni sulla fine del progetto: “Evidentemente non sarà così, voglio dire che non credo che il progetto possa andare ancora avanti”. E ancora: “Credevo davvero che il progetto Superlega potesse cambiare il calcio in meglio, mi ero anche dimesso dalla presidenza dell’ECA. Ma visto quello che è successo ieri sera, avrò tempo per dedicarmi al 100% alla Juventus e lo farò con la passione di sempre. Non dirò qui quanti club mi hanno contattato in queste 24 ore per aderirvi – ha proseguito il presidente della Juventus – . Preferisco non fare nomi, certe cose dovrebbero restare personali, magari mentono ma sono stato contattato da un numero importante di club con l’intento di aderire. Abbiamo ricevuto tante minacce di estromissione dalle competizioni, ai giocatori dicevano che non avrebbero più potuto partecipare alle competizioni per Nazionali. Questo dovrebbe far capire qual è il loro atteggiamento”. In chiusura anche un riferimento al rapporto ormai deteriorato con il presidente della Uefa, Ceferin: “Ho viste tante relazioni cambiare nel tempo. Adesso sono certo che le persone saranno aperte al dialogo, a parlarsi l’una con l’altra. Però non credo che la nostra sia un’industria sincera, affidabile e credibile in generale”.

Parole che hanno preceduto il comunicato della Juventus: “Con riferimento … alla creazione della Super League, e al successivo dibattito pubblico, l’Emittente precisa di essere al corrente della richiesta e delle intenzioni altrimenti manifestate di alcuni club di recedere da tale progetto, sebbene le necessarie procedure previste dall’accordo tra i club non siano state completate. In tale contesto, Juventus, pur rimanendo convinta della fondatezza dei presupposti sportivi, commerciali e legali del progetto, ritiene che esso presenti allo stato attuale ridotte possibilità di essere portato a compimento nella forma in cui è stato inizialmente concepito. Juventus rimane impegnata nella ricerca di costruzione di valore a lungo termine per la Società e per l’intero movimento calcistico”.

Juve giù in Borsa

Forti vendite sulla Juventus in Piazza Affari dopo il rapido ritiro del progetto Super League: il titolo della società bianconera, che alla vigilia aveva corso ampiamente, ha chiuso in calo del 13,7% a 0,75 euro, sugli stessi livelli precedenti al lancio dell’alleanza tra i principali club del calcio europeo.

Esce di scena il Milan: “Ascoltata la voce dei tifosi”

Il passo indietro del Milan fa capire l’impatto delle manifestazioni di protesta nel mondo del calcio: “La voce e le preoccupazioni dei tifosi in tutto il mondo rispetto al progetto di Super League sono state forti e chiare, e il nostro Club deve rimanere sensibile e attento all’opinione di chi ama questo meraviglioso sport. Abbiamo accettato l’invito con genuina intenzione, per creare migliore competizione possibile e tutelare gli interessi del club.  Il cambiamento non è facile ma l’evoluzione è necessaria per progredire”.

Via anche l’Atletico Madrid: “Simeone e giocatori soddisfatti”

Anche l’Atletico Madrid si chiama ufficialmente fuori dalla Superlega: “Il Consiglio d’amministrazione dell’Atletico Madrid, riunitosi questo mercoledì mattina, ha deciso di comunicare alla Superlega e al resto dei club fondatori la propria decisione di non ufficializzare definitivamente la propria adesione al progetto. L’Atletico Madrid, ha deciso lunedì scorso di aderire a questo progetto in risposta a circostanze che oggi non esistono più. Per il club è essenziale l’armonia tra tutti i gruppi che compongono la famiglia biancorossa, soprattutto i nostri tifosi. La rosa della prima squadra e il suo allenatore hanno mostrato la loro soddisfazione per la decisione del club, consapevoli che i meriti sportivi devono prevalere su ogni altro criterio”.

Johnson: “Giusto per i tifosi, i club e il Paese”

Tra i vincitori della partita c’è sicuramente il premier britannico Boris Johnson: “Accolgo con favore l’annuncio” il suo tweet. “Questo è il risultato giusto per i tifosi, i club e le comunità di tutto il paese. Dobbiamo continuare a proteggere il nostro amato gioco nazionale”.

Ceferin: “Ricostruiamo l’unità”

La mattina dopo lo stop alla Superleague, il presidente dell’Uefa Aleksander Ceferin ha accolto con favore la notizia che altri club si sono ritirati: “Ho detto ieri che è ammirevole ammettere un errore e questi club hanno fatto un grosso errore. Ma ora sono tornati all’ovile e so che hanno molto da offrire non solo alle nostre competizioni ma a tutto il calcio europeo. La cosa importante ora è andare avanti, ricostruire l’unità di cui il calcio godeva prima di questa vicenda e andare avanti insieme”.

Leghe riunite per ripartire

Una riunione informale, per raccontare a tutte le 26 leghe del calcio europeo cosa sia successo nelle 48 ore di vita della Superlega. E per fare il punto sul futuro dei campionati nazionali del continente. A parlarsi, in videoconferenza, sono i più alti dirigenti della European Leagues. Al meeting il ruolo principale lo hanno i vertici delle tre leghe a cui sono iscritti i 12 club scissionisti, che nella notte fra domenica e lunedì hanno annunciato la nascita delle nuova Superleague, poi accantonata ieri con l’uscita dei club inglesi. Sono infatti i dirigenti di Serie A, Liga e Premier League i principali relatori del convegno. L’obiettivo comune: evitare che si ripetano iniziative come la Superleague, fuori dal controllo degli organi di controllo del calcio internazionale.

Le scuse di Liverpool e Manchester United

“Voglio scusarmi con tutti i tifosi e i sostenitori del Liverpool Football Club per i disagi causati nelle ultime 24 ore”. Anche il patron americano dei Reds, John W. Henry, segue l’esempio dell’Arsenal. In un messaggio video, Henry ammette che l’iniziativa non era destinata ad avere “il sostegno dei tifosi”. “In queste 48 ore vi abbiamo ascoltati, vi ho ascoltati”, prosegue, chiedendo scusa all’allenatore Jürgen Klopp, ai calciatori, ma soprattutto ai tifosi che – ammette – sono stati “quelli trattati più ingiustamente”. Joel Glazer, patron dello United, ha scritto una lettera ai tifosi dei Red Devils: “In questi giorni abbiamo tutti assistito alla grande passione che il calcio genera e alla profonda lealtà che i nostri tifosi hanno per questo grande club. Avete manifestato molto chiaramente la vostra opposizione alla Superlega e noi vi abbiamo ascoltato. Abbiamo sbagliato e vogliamo dimostrare che possiamo rimettere le cose a posto”.

Il comunicato della Superleague

La Superlega si ferma dopo appena 48 ore dall’annuncio della partenza. Poco prima delle due di notte arriva un breve comunicato che – di fatto – sospende, almeno per il momento, il progetto che ha spaccato il calcio europeo. “La Super League europea è convinta che l’attuale status quo del calcio europeo debba cambiare – si legge nella nota – Proponiamo un nuovo progetto europeo perché il sistema esistente non funziona. La nostra proposta mira a consentire allo sport di evolversi generando risorse e stabilità per l’intera piramide del calcio, anche aiutando a superare le difficoltà finanziarie incontrate dall’intera comunità calcistica a causa della pandemia. Fornirebbe anche pagamenti di solidarietà a tutte le parti interessate del calcio”.

“Nonostante l’annunciata partenza dei club inglesi, costretti a prendere tali decisioni a causa delle pressioni esercitate su di loro, siamo convinti che la nostra proposta sia pienamente in linea con le leggi e le normative europee come è stato dimostrato da una decisione del tribunale per proteggere la Super League da azioni di terzi”.

Il passo indietro dell’Inter

“Date le circostanze attuali – concludono i vertici della Super League – riconsidereremo i passaggi più appropriati per rimodellare il progetto, avendo sempre in mente i nostri obiettivi di offrire ai tifosi la migliore esperienza possibile, migliorando i pagamenti di solidarietà per l’intera comunità calcistica”.

Dunque, in attesa che il progetto venga “rimodellato”, l’esperienza della Superlega europea può dirsi temporaneamente sospeso. Del resto, dopo l’addio delle sei squadre inglesi – Manchester City, Manchester United, Chelsea, Totttenham, Arsenal e Liverpool – anche un paio di spagnole avevano già fatto sapere che stavano meditando di sfilarsi. Restavano dunque solo il Real Madrid e le tre italiane.

Superlega, De Zerbi: “Vorrei non giocare contro il Milan. Questo è un colpo di stato”

Ma, pochi minuti prima che venisse diffuso il comunicato ufficiale, anche l’Inter aveva fatto un passo indietro. “Il progetto della Superlega allo stato attuale non è più ritenuto di nostro interesse” avevano spiegato fonti nerazzurre all’Ansa già alla fine della riunione d’urgenza dei 12 club fondatori del progetto.

E nella notte anche la As Roma è intervenuta ufficialmente sulla vicenda con una breve dichiarazione diffusa dai vertici della società: “Chiediamo ufficialmente alle tre società italiane – Juventus, Inter e Milan – di uscire dalla SuperLega e di chiedere scusa ai tifosi italiani”. L’Inter lo avrebbe già fatto, si attendono le reazioni degli altri due club.

(La Repubblica)

 

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