“Nella lotta ai cambiamenti climatici gli Usa stanno lasciando la leadership alla Cina”

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Secondo il segretario di Stato Antony Blinken, è necessario che gli Stati Uniti investano di più in infrastrutture e tecnologie verdi

Gli Stati Uniti stanno rimanendo dietro la Cina come leader globale nella lotta ai cambiamenti climatici. Lo ha detto il segretario di Stato americano, Antony Blinken, nel suo intervento al quartier generale della Chesapeake Bay Foundation a Annapolis, nel Maryland, sottolineando che per gli Stati Uniti è imperativo investire in infrastrutture e tecnologie verdi, dal punto di vista della sicurezza nazionale oltre che ambientale.

“E’difficile immaginare gli Stati Unti vincere la competizione strategica nel lungo periodo con la Cina se non guidiamo la rivoluzione dell’energia rinnovabile“, avverte Blinken.

Washington considera la Cina la più grande minaccia per la sicurezza nazionale dell’America nel 21esimo secolo.

Blinken segnala come Pechino sia al primo posto come produttore e esportatore di tecnologia per l’energia rinnovabile, dai pannelli solari alle turbine a vanto, dalle batterie ai veicoli elettrici. Sono cinesi un terzo dei brevetti per le rinnovabili e questo mina il ruolo degli States nel comparto.

“Se non recupereremo, l’America perderà l’opportunità di definire il futuro climatico del mondo in modo tale che rifletta i nostri interessi e valori, e rinuncerà ad un’infinità di posti di lavoro per gli americani”, avverte Blinken.

L’intervento del capo della diplomazia Usa precede il summit sul clima organizzato dal presidente Joe Biden con 40 capi di Stato, incluso il presidente cinese, in calendario il 22 e 23 aprile. Il suo discorso punta anche a promuovere il piano per le infrastrutture da oltre 2 mila miliardi proposto dalla Casa Bianca e che prevede investimenti nell’energia verde.

Ogni paese del pianeta deve fare due cose: ridurre le emissioni e prepararsi all’inevitabile impatto dei cambiamenti climatici. L’innovazione e l’industria americana possono essere in prima linea su entrambi i fronti”, osserva Blinken, segnalando che entro il 2040 il mondo si troverà a fronteggiare un gap da 4.600 miliardi in questo settore.

L’amministrazione americana ha posto “la crisi climatica” in cima all’agenda della politica estera e della sicurezza nazionale tanto che Biden ha riportato gli Stati Uniti nell’accordo sul clima di Parigi nel suo primo giorno in carica.

(Agi)

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