Attività e seminari su bullismo e cyberbullismo all’I.C. Corrado Melone di Ladispoli

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Venerdì 9 aprile ha avuto inizio presso l’I.C. Corrado Melone di Ladispoli un ciclo di incontri con gli studenti di prima media sul tema del bullismo e cyberbullismo.

Il dirigente Riccardo Agresti e gli altri professori si impegnano da tempo a contrastare questo grave fenomeno e ciò si nota già fuori dall’Istituto dove campeggiano dei grandi dipinti sul muro con la scritta “Tagliamo i fili al bullismo”.

Ho incontrato i ragazzi di cinque classi (D, E, F, I ed L) che hanno accolto subito con viva partecipazione il nostro intervento. Abbiamo ragionato insieme sulla differenza tra scherzo, presa in giro e bullismo, abbiamo compilato la carta d’identità del bullismo e tutti hanno mostrato grande consapevolezza delle motivazioni e le modalità di espressione dell’aggressività.

Un momento importante è stato quello dedicato al cyberbullismo: abbiamo discusso insieme sulle sue caratteristiche e sviluppato un’opinione critica su cosa lo renda diverso e con potenziali conseguenze più gravi delle aggressioni in persona. Quasi tutti nelle classi visitate possiedono un smartphone ed è quindi necessario aumentare la consapevolezza dei ragazzi sul cyberbullismo e gli altri pericoli legati all’uso non supervisionato nei quali possono incorrere.

Ci siamo inoltre divertiti a preparare e partecipare ad una rappresentazione teatrale di una tipica scena di bullismo, per poi analizzare comportamenti e vissuti dei protagonisti. Abbiamo poi esplorato il ruolo degli spettatori passivi e quali “superpoteri” possediamo o possiamo utilizzare per trasformare gli spettatori in attori.

Infine, ci siamo divertiti a consolidare le conoscenze ricevute e quelle emerse attraverso un gioco a punti che la classe ha potuto vincere grazie al lavoro di gruppo.

All’Istituto Corrado Melone va sicuramente il grande merito di aver abbattuto il muro del silenzio, l’alleato numero uno di bulli e bulle, e di impegnarsi a diffondere ogni giorno la cultura della conoscenza e del rispetto.

Inoltre, i miei complimenti agli alunni incontrati: si sono mostrati sensibili all’argomento e interessati a condividere i loro punti di vista e le loro opinioni. Ciò dimostra che gli adulti e le istituzioni dell’educazione fanno bene ad investire in questi giovani ragazzi il cui entusiasmo e naturale voglia di socialità forniscono il miglior terreno fertile per una scuola ed una società fondate su cooperazione e rispetto.

Il mondo nel quale siamo cresciuti noi adulti è profondamente diverso da quello dei nostri figli, nativi digitali. Potremmo quindi fare valutazioni approssimative basandoci sui nostri parametri: per esempio, vediamo in “Fortnite” un semplice gioco sparatutto ma tralasciamo che la sua chat vocale espone i ragazzi a commenti di altri giocatori, spesso dai toni aggressivi e offensivi. Questo può lasciarci disorientati o sprovvisti delle chiavi di lettura necessarie per aiutare i ragazzi ad equipaggiarsi per affrontare le loro sfide formative.

Proprio per questo ritengo fondamentale che il percorso intrapreso dalla scuola coinvolga anche i genitori, così che con indicazioni valide e concrete possano allenarsi a riconoscere più facilmente i segnali di criticità e allerta, avere più possibilità di prevenzione e intervento e dunque sentirsi ancora più efficaci nel loro importantissimo ruolo educativo.

dott. Benino Argentieri – psicologo

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