Riaperture, in settimana il nuovo decreto. Draghi domani incontrerà la Regioni sulla scuola

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Palazzo Chigi, dopo le norme che partiranno dal 26 aprile, studia nuovi provvedimenti. I presidenti regionali spingono per altri allentamenti delle strette anti-Covid. Fedriga: “Per il ritorno in classe meglio dire limiti, sennò danni”. La Lega punta sul calo di morti e contagi per premere sul presidente del Consiglio. Atteso un nuovo parere del Cts

 

Lo chef Gianfranco Vissani, insieme ad altri colleghi, cucina a Città della Pieve, un pranzo simbolico per Mario Draghi per spingerlo a fare di più, a riaprire di più. Il presidente del Consiglio però non c’è, non è tornato nel fine settimana nella sua casa umbra. Troppe cose da fare a Roma, troppi dossier aperti sul tavolo. Fra mercoledì e giovedì deve riunire il Consiglio dei ministri e mettere a punto un nuovo decreto legge per liberare altri pezzi di economia dai vincoli anticovid. Deve trovare strumenti per fare viaggiare gli italiani da regione a regione. Verificare se si può spostare in avanti il coprifuoco, che adesso scatta ancora alle 22.

Cose di cui parlerà probabilmente con le delegazioni di Italia viva e di Fratelli d’Italia, che riceverà nel pomeriggio sul Recovery plan. Primo atto di un nuovo giro di consultazione con i partiti. I renziani fanno a gara con Matteo Salvini per chiedere più libertà e meno restrizioni. Giorgia Meloni continua a gridare che quello che si fa è sempre troppo poco. E non si faranno sfuggire l’occasione per parlarne con Draghi.

Domani incontro governo-Regioni sulla scuola

Ma il presidente del Consiglio deve tenere conto più che dei suoi nervosi sostenitori della maggioranza o degli oppositori, delle regioni e dei comuni. Domani Draghi incontrerà i presidenti delle Regioni per parlare del ritorno a scuola. Ma il presidente della Conferenza Stato-Regioni, Massimiliano Fedriga, sottolinea: “Domani incontreremo il Governo insieme ad Anci e Upi che hanno sollevato le medesime preoccupazioni delle Regioni. Su questo ci dovrà essere un mix di soluzioni che non dev’essere solo sul trasporto ma anche sull’organizzazione scolastica e su le altre misure che prevedono una modulazione delle percentuali”.

Fedriga dice: “Vogliamo trovare soluzioni ma bisogna raccontare la verità e dire fin dove è possibile arrivare, altrimenti si fanno danni. Meglio dire i limiti con chiarezza e serietà altrimenti non si risolvono i problemi”.

Il vertice su scuola e trasporti

Un altro incontro con le regioni è già previsto fra il ministro dell’Istruzione Bianchi e quello dell’Infrastrutture Giovannini per discutere di scuola e trasporti, di come tornare in aula fisicamente. E di come farci arrivare senza rischi studenti, docenti e personale amministrativo. La Lega spinge sempre per maggiori libertà e conta su un calo dei contagi per premere sul governo e Draghi. Sono tanti vogliosi di piazzare un’altra bandierina nella guerra delle riaperture che sono disposti a fare slittare il varo del nuovo decreto a venerdì, quando verranno resi noti i dati settimanali del contagio, e di varare le nuove norme con il tato deprecato strumento del Dpcm.

Le posizioni di sindaci e governatori

Cosa pensa il presidente leghista della Regione Friuli Venezia Giulia lo ha detto comunque chiaramente ieri. Secondo Fedriga le riaperture che partiranno dal 26 aprile potevano essere di più. “Ad esempio le palestre con le lezioni individuali che non sono fonte di particolare contagio. Penso si poteva riaprire di più. Su qualche dettaglio potremmo collaborare col governo per migliorare le misure”, ha detto a Mezz’ora in più su Rai 3. Fedriga fa sapere che le regioni hanno partecipato con un loro contributo alla stesura dell’ultimo decreto legge che prevede riaperture a partire dal 26 luglio. E di essere moto soddisfatto del fatto che Draghi ne ha tenuto conto. E annuncia che i “governatori” hanno pronto un nuovo protocollo sulle riaperture da presentare a Palazzo Chigi.

Tira però un po’ il freno Stefano Bonaccini. Il presidente dell’Emila Romagna è stato presidente della Conferenza delle Regioni fino a due settimane fa e ora dice: “Una certa prudenza rispetto ad alcune richieste in più che c’erano io la condivido, perché non è ancora sparito il virus, circola ancora e quindi una certa prudenza serve. Vediamo nelle prossime settimane come va, pronti a situazioni che richiedano interventi puntuali”.

Della partita fanno parte anche i sindaci. Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente dell’Anci che chiede al governo un patto per l’estate. E propone “una rimodulazione degli orari dei negozi per consentire ai ristoratori di avviare i turni della cena in anticipo. È un problema sentito soprattutto da Roma in giù, ma penso che con un po’ di organizzazione si possa fare”.

Problemi che il presidente del Consiglio deve risolvere mentre il governo è occupato nello slancio finale sul Recovery plan. Palazzo Chigi ha smentito le voci arrivate dall’Europa di uno slittamento italiano rispetto al 30 aprile, termine per la presentazione del piano. Draghi, dopo un Consiglio dei ministri che approverà il progetto, ne parlerà alla Camera e al Senato il 26 e 27 aprile.

(La Repubblica)

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