Covid, Coletto: “Bene pass vaccinale, ma no discriminazioni”

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In Umbria quanti potrebbero già essere pronti ad acquisire il passaporto vaccinale? Stando ai numeri più recenti su oltre 235 mila somministrazioni, sono quasi 60 mila coloro che hanno completato il percorso, quindi idonei a richiedere la green card. Poi c’è chi ha contratto il virus ed è guarito (ultimi sei mesi) e chi farà il tampone nei tempi previsti. Insomma, già migliaia. Ma sul rilascio del passaporto vaccinale, l’assessore regionale alla sanità Luca Coletto frena.

“Intanto abbiamo voluto dare una bella accelerata alla campagna vaccinale” premette l’assessore forte del primato appena acquisito dall’Umbria, regione al primo posto in Italia nella campagna di immunizzazione. “Potremmo arrivare tranquillamente a 7 mila dosi al giorno – prosegue – e in breve mettere al sicuro la popolazione più a rischio ma abbiamo bisogno che non si interrompano le forniture. Poi ci occuperemo del passaporto vaccinale che permette di circolare con libertà fra regioni di colore diverso e di partecipare agli eventi”.
Assessore, il pass può essere una svolta nel sistema delle riaperture?
Concettualmente è un ulteriore importante controllo sulla trasmissione del virus ma è pur sempre una sorta di lockdown travestito e va gestito con prudenza per evitare discriminazioni.

L’Umbria non può rimanere indietro che tempi si prevedono per scaricare l’app e avere la card?
Ne discuteremo in commissione salute e poi passeremo la palla alla conferenza dei presidenti delle Regioni. Proprio oggi (ieri) è stato fissato l’incontro dei governatori con il premier Draghi sul tema. Meglio muoversi con certezze per evitare divergenze fra ambiti territoriali dettate da più fattori: i vaccini arrivati, l’estensione della campagna immunologica e dal numero di persone che hanno contratto il virus. Una regione come la Lombardia, che ha avuto una ampia estensione del contagio, ne sarebbe avvantaggiata.
Che margine di autonomia avranno dunque le Regioni nella creazione dei pass vaccinali?
Stiamo parlando più che altro di economia perché questa certificazione va a dettare i tempi di riapertura. Per questo motivo attendiamo il Governo.
Ma c’è pur sempre chi ha fatto passi in avanti, come il Lazio che ha già avviato online il sistema per richiederlo. Che ne pensa?
Chi è corso in avanti vuole darsi e dare delle regole alle quali gli altri si devono accodare. Ma sono fughe in avanti pericolose.
C’è voglia di far ripartire il turismo. E questo aiuterebbe?
Non del tutto se si creassero discriminati fra regione e regione. Ritengo piuttosto che ne scaturirebbe una forma di concorrenza pericolosa. In questo momento ritengo che dovremmo pensare ad agevolare il turismo dall’estero verso l’Italia. Favorire la circolazione interna è un risultato importante ma economicamente meno soddisfacente.

(Corrieredellumbria)

 

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