Cimitero Flaminio, non solo salme in attesa: “Sporcizia e degrado, è in condizioni indecenti”

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Cumuli di fiori secchi intorno alle fontane, servizi igienici impraticabili e incuria dilagante. La denuncia: “Mi spezza il cuore sapere che mio padre riposa in queste condizioni”

Mi spezza il cuore sapere che mio padre riposa in queste condizioni”. Ci sono rabbia e profondo dolore nelle parole di Desy, tra i tanti romani che hanno i propri cari sepolti al Cimitero Flaminio. Si perchè “ormai – racconta la donna a RomaToday – per poter portare un fiore bisogna fare un viaggio nel degrado”. 

Cimitero Flaminio: viaggio nel degrado

Fuori strade dissestate, erba incolta e sporcizia. Anche gli edifici non se la passano meglio: intonaco scrostato, qualche infiltrazione, servizi igienici spesso inutilizzabili con la manutenzione ordinaria ben lontana dall’efficienza. Lo raccontano bene cumuli di fiori secchi accatastati intorno alle fontane e mai ritirati, cartacce e buste sparse in terra, cestini pieni. “Un’indecenza totale” – commenta Desy. E’ così da tempo.

“Quindici anni fa è venuto a mancare mio padre e da allora frequento periodicamente il cimitero di Prima Porta. Nel corso degli anni il degrado è arrivato a dei limiti disumani, un posto che dovrebbe dare solo quiete e serenità, invece l’unica cosa che provoca è rabbia e frustrazione”.

Mancate sepolture, la protesta di famiglie e onoranze funebri

Non solo quella di chi va a trovare i propri cari “in una situazione disgustosa”. Fuori centinaia di famiglie attendono ancora di poter seppellire chi li ha lasciati: depositi pieni e lunghe attese, soprattutto per le cremazioni. Nei cimiteri capitolini pesano carenze strutturali, ritardi e mancanza di personale. Ama punta tutta sulle nuove assunzioni, sull’investimento di oltre 2 milioni di euro da parte del Comune e sullo smaltimento della burocrazia attraverso un processo di digitalizzazione delle pratiche.

Ma il tempo stringe, l’emergenza da Covid-19 ha accentuato il deficit di un sistema già precario da anni, spingendo i cimiteri capitolini verso il collasso. Venerdì famiglie dei defunti in attesa di sepoltura e operatori delle agenzie funebri hanno protestato in piazza Bocca della Verità: “Mio marito è al deposito del Verano e ancora sto aspettando una risposta” – ha detto con un filo di voce Lorella, vedova da febbraio. “Provo dolore, ma anche tanta rabbia. Non è giusto”. “La situazione è intollerabile. La prossima volta portiamo i feretri in Campidoglio” – hanno minacciato i lavoratori delle onoranze funebri.

(Sara Mechelli – RomaToday)

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