Caduta per un tombino sporgente, fa causa al Comune e chiede 122.000 euro di danni

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La donna è inciampata sul marciapiede dissestato due anni fa rompendosi la spalla. Da allora è iniziato un lungo e doloroso percorso di riabilitazione e una richiesta amichevole di risarcimento che è stata negata

È inciampata in un tombino mentre camminava in via Merulana, una caduta soltanto all’apparenza banale, che però ha dato il via una spirale di visite mediche e dolori con cui fa ancora i conti a distanza di due anni. E così Roberta (nome di fantasia), 72 anni, ha deciso di fare causa al Comune di Roma, chiedendo di essere risarcita per le sofferenze patite.

I fatti risalgono al 24 aprile del 2019. Roberta stava percorrendo via Merulana quando è inciampata nell’angolo sporgente di un tombino posizionato sul marciapiede già dissestato ed è caduta. Dopo essere stata aiutata a rialzarsi da un passante, dolorante e sotto choc, è corsa all’ospedale San Giovanni dove è stata visitata e medicata.

Diagnosi: “frattura pluriframmentaria scomposta della testa dell’omero sinistra”. In poche parole, Roberta si è rotta in più punti la spalla, una frattura che la costringe ad andare in sala operatoria, seguita da uno specialista, per un’operazione di ricostruzione che la tiene in ospedale per quasi un mese.

Dimessa, la donna è obbligata a sottoporsi a faticose e costose sedute di fisioterapia per diversi mesi e a portare un tutore che le immobilizza braccio e spalla. Un calvario durato mesi, un doloroso percorso di riabilitazione ha portato Roberta, assistita dall’avvocato Sveva Susi, a chiedere i danni al Comune.

Con la prima richiesta è però iniziato un rimpallo di responsabilità tra amministrazione comunale, società cui era affidata la sorveglianza dell’area e assicurazione, uno scambio di comunicazioni che a oggi non ha ancora portato né a una risoluzione della vertenza né tantomeno al desiderato risarcimento, neppure in sede di conciliazione stragiudiziale.

“La mia cliente ha deciso suo malgrado di rivolgersi al tribunale dopo aver tentato di trovare un punto di incontro, inutilmente. A questo punto chiediamo che venga accertata e dichiarata l’esclusiva responsabilità di Roma Capitale in merito all’incidente – spiega l’avvocato Susi – e che vengano risarciti tutti i danni conseguenti alle lesioni subite, quantificati a oggi in 122.000 euro“.

(Andrea Barsanti – RomaToday)

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