Attacco hacker a Noipartigiani.it, il Memoriale della Resistenza. L’Anpi: “I partigiani fanno ancora paura al fascismo di oggi”

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Il portale, che conterrà 500 videotestimonianze di chi ha combattuto per la libertà, è stato oscurato mentre veniva presentato a Che tempo che fa. Ora è di nuovo online. Lerner, coordinatore del progetto: “Intrusione organizzata con risorse economiche significative”

Un attacco hacker ha oscurato nella serata di domenica Noipartigiani.it, il Memoriale della Resistenza. L’attacco informatico è avvenuto nel momento in cui il progetto – che raccoglierà 500 videotestimonianze di partigiane e partigiani – veniva presentato a Che tempo che fa di Fabio Fazio. In nottata i tecnici dell’Anpi sono riusciti a risolvere il problema. Gad Lerner, coordinatore del progetto con Laura Gnocchi, ha spiegato su twitter che la polizia postale ha riferito che l’intrusione “è stata organizzata accuratamente con impiego di risorse economiche significative”. Nell’ultimo anno, in cui a causa della pandemia convegni, dibattiti e presentazioni si sono spostate sulle piattaforme di teleconferenze, sono stati numerosi gli episodi di incursioni di attivisti di estrema destra. “I fascisti e i loro amici se ne facciano una ragione – commenta il presidente dell’Associazione partigiani, Gianfranco Pagliarulo – Non ci faremo intimidire né da questo episodio, né da ogni altro tentativo di soffocare la voce della Resistenza. I fascisti di ieri e di oggi saranno messi nell’impossibilità di nuocere, come il 25 aprile 1945. Nel nostro tempo ogni giorno è il 25 aprile”.

Pagliarulo sottolinea che “la vicenda mette in luce due elementi: in primo luogo è evidente che l’attacco è stato commissionato da una centrale di natura fascista. Il che vuol dire che i partigiani, nonostante la loro età oramai veneranda, fanno ancora paura al fascismo attuale. In secondo luogo si conferma l’urgenza di disposizioni legislative e giuridiche che contrastino ed impediscano le tante forme di fascismo sul web, dall’apologia alle aggressioni virtuali nelle teleconferenze agli assalti tesi ad oscurare i siti”.

(Il Fatto Quotidiano)

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