Codacons premia i piccoli comuni ma bastona Talete

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Durante la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa, il presidente nazionale Codacons, Carlo Rienzi ha sganciato una bomba su Talete: “I viterbesi bevono acqua con l’arsenico da anni, noi gli daremo la possibilità di chiedere a Talete un risarcimento per aver bevuto acqua dannosa per la salute.”

Viterbo – Max.Vismara – Come si suol dire “tutti i salmi finiscono in gloria” e in questo caso tutti i salmi finiscono in casa Talete, infatti dopo la conferenza stampa “al vetriolo” di mercoledì scorso del gruppo “Anti talete” Non ce la beviamo, ieri mattina arriva l’ennesima “sportellata” all’ azienda idrica viterbese da parte del Codacons, infatti durante la conferenza stampa di presentazione di un’iniziativa ideata dall’ associazione per premiare 5 vincitori su 320 piccoli comuni italiani impegnati a gareggiare tra loro sul fronte delle categorie: agroalimentare, artistico e innovazione tecnologica, il presidente nazionale Codacons Carlo Rienzi subito dopo aver annunciato il fatto che tra i vincitori sicuramente figureranno i comuni di Canepina e Farnese, ha dichiarato come un fulmine a ciel sereno l’idea di aprire una sottoscrizione pubblica per riunire agli utenti della Tuscia che intendono chiedere a Talete un risarcimento danni per aver bevuto per anni acqua con arsenico, e così una conferenza stampa per una gara tra comuni con tanto di presenza del sindaco di Farnese Giuseppe Ciucci e dell’assessore Marco De Carolis in rappresentanza del sindaco Arena, si è bruscamente trasformata in funzione delle dichiarazioni di Rienzi.

“Colgo l’occasione per annunciare alla stampa una nostra iniziativa che nelle prossime due settimane si concretizzerà – ha esordito Rienzi – sappiamo bene tutti che molti comuni del viterbese nonostante l’adozione di dearsenificatori continuano ad essere afflitti dal grave problema dell’arsenico disciolto nelle acque pubbliche, bene, intanto noi lanceremo un webinar dove medici ed avvocati sviscereranno i vari aspetti di questo problema, e dove si spiegherà anche come difendersi e ovviamente come avere un risarcimento per i danni derivanti da questa problematica, è inutile dire che sia i comuni interessati che la regione dovrebbero unirsi per varare misure ancora più efficaci, in questo caso il fondo che prevede la legge sui piccoli comuni potrebbe servire proprio a questo scopo e ovviamente ci vorrebbe una class action pubblica proprio per far partire questa legge che ancora non è stata attuata.

Intanto noi di Codacons nelle prossime settimane – ha sottolineato il presidente -chiameremo tutti i cittadini della Tuscia per aderire ad un azione che stiamo ipotizzando per permettere un eventuale risarcimento per i cittadini che continuano a bere questa acqua, un risarcimento per il fatto che l’arsenico fa male alla salute, il contratto è il punto di partenza, io pago un servizio per avere una cosa che mi fa male alla salute, invece di avere acqua potabile ho un acqua che comunque pure nei limiti di legge può essere considerata potabile ma innegabilmente presenta dei notevoli difetti come la presenza di minerali disciolti che potenzialmente sono dannosi per la salute, intanto secondo me non si dovrebbe far pagare per acqua così, anzi si dovrebbe pagare chi la beve, e poi se le persone l’hanno bevuta per anni dovrebbero avere diritto ad un indennizzo, perché gli effetti a lungo termine di questa acqua nessuno li conosce.”

(Viterbonews24)

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