Pensionato fa strage nel Canavese: quattro vittime, poi tenta il suicidio, è grave

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Prima ha sparato alla moglie e al figlio disabile, poi alla coppia di anziani che gli affittavano casa

Strage nella notte nel Torinese a Rivarolo Canavese.

Un pensionato ha ucciso la moglie e il figlio disabile, poi ha sparato alla coppia di anziani proprietari dell’abitazione. Quindi ha tentato il suicidio rivolgendo l’arma contro se stesso: ora è ricoverato in condizioni molto gravi in ospedale al San Giovanni Bosco di Torino. La strage è stata scoperta poco dopo le tre di notte dai carabinieri della compagnia di Ivrea. Quando sono entrati nella casa – in corso Italia 46 nel centro di Rivarolo – hanno trovato i quattro corpi privi di vita.

Secondo una prima ricostruzione degli investigatori sono stati tutti uccisi con la stessa pistola. Ad aprire il fuoco è stato il pensionato, Renzo Tarabella, 83 anni, che si è poi si sparato al volto: lo avrebbe fatto mentre i carabinieri entravano nell’appartamento aiutati dai vigili del fuoco. Li avrebbe visti arrivare mentre era sul balcone di casa: così ha puntato la pistola verso di sé e si è sparato. Le sue condizioni sono giudicate molto gravi.

A dare l’allarme è stata la figlia dei proprietari di casa. La donna, che abita in un edificio di fronte ai genitori, non riuscendo a contattarli al telefono, è andata a suonare il campanello e, non trovandoli in casa, ha chiamato i carabinieri. Che fosse accaduto qualcosa al piano di sotto, nell’appartamento che la coppia affittava da tempo agli anziani coniugi con il figlio disabile, i militari l’hanno capito quando, dopo aver risposto al citofono, Tarabella ha smesso di parlare coi militari. Poi la scoperta della strage.

Non c’era più nulla da fare per la moglie e il figlio disabile dell’omicida – Rosaria Valovatto di 70 anni e il figlio Wilson di 51 – e per la coppia di anziani, proprietari dell’abitazione – Osvaldo Dighera e la moglie Liliana Heidempergher rispettivamente di 74 e 70 anni -. L’arma usata per l’omicidio è risultata regolarmente detenuta.

Gli investigatori stanno ascoltando vicini di casa e parenti per provare a ricostruire le fasi del pluriomicidio e delinearne il movente. Per ora non si sa se l’assassino – che è piantonato in ospedale – abbia lasciato un biglietto o una lettera per spiegare l’origine della strage.

(La Repubblica)

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