In Germania crescono contagi e morti. Il Governo prepara una nuova stretta

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Nelle ultime 24 ore 25.464 nuovi casi e 296 decessi. Ministro Spahn: “Interrompere questa nuova ondata il più presto possibile”. Poi aggiunge: “Sarebbe necessario un lockdown duro tra le due e le quattro settimane. Ogni giorno che non agiamo perdiamo vite umane”

In Germania “è necessario un nuovo lockdown”. Lo ha detto a Berlino il ministro alla Sanità tedesco Jens Spahn, secondo il quale solo una nuova stretta “potrà spezzare una terza ondata di contagi”. Il ministro ha fatto riferimento al fatto che “ci sono di nuovo quasi 4500 pazienti nelle terapie intensive: se continua così, sono troppi per il nostro sistema sanitario”.

Spahn ritiene che l’attuale conteggio delle infezioni (oltre 25 mila quelle segnalate oggi dal Robert Koch Institut) sia sottostimato a causa della diminuzione dei tamponi legata alle ferie di Pasqua. Ed è d’accordo con lui il presidente del centro epidemiologico tedesco, Lothar Wieler: “Mi aspetto in settimana cifre più significative. Chiedo a tutti di prendere ancora sul serio il virus. Ci sono più decorsi gravi, aumenta anche il numero dei giovani colpiti. Le terapie intensive si stanno riempendo con grande rapidità”.

Secondo il capo dell’Rki, per spezzare una nuova ondata di contagi “sarebbe necessario un lockdown duro tra le due e le quattro settimane. Ogni giorno che non agiamo perdiamo vite umane”. Il tema della necessità di nuove restrizioni rigide è attualmente molto dibattuto in Germania.

A quanto anticipano i media, il governo intende la prossima settimana di mettere in campo un disegno di legge che preveda un meccanismo automatico per il quale scatti un immediato “freno d’emergenza” – ossia una stretta – per quelle circoscrizioni che superano l’incidenza di 100 contagi ogni 100 mila abitanti nei sette giorni.

Per quanto riguarda la campagna di vaccinazione, Spahn ha riferito che i medici di famiglia otterranno all’inizio solo dosi di BioNTech/Pfizer per le somministrazioni. Successivamente saranno messi a disposizione degli studi medici anche AstraZeneca, seguita poi da Johnson & Johnson. Alle 940 mila dosi inviate questa settimana, seguiranno circa un milione di dosi a settimana.

(Agi)

 

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