Perché le case farmaceutiche devono cedere le licenze ai Paesi poveri: ora lo dice anche il WTO

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La direttrice generale dell’Organizzazione mondiale del commercio ha esortato le aziende farmaceutiche che hanno già sviluppato un loro vaccino anti covid a seguire la stessa strada di AstraZeneca, che ha concesso i diritti per la realizzazione del vaccino al Serum Institute, un’azienda indiana.

Le case farmaceutiche devono cedere le licenze dei vaccini anti covid ai Paesi poveri sia perché “è inaccettabile” che questi vengano “lasciati in fondo della fila” a subire più a lungo le conseguenze della pandemia mondiale, sia perché i Paesi in via di sviluppo potrebbero dare una mano mettendo a disposizione capacità finora non sfruttate. È quanto ha sottolineato la direttrice generale dell’Organizzazione mondiale del commercio (Omc/Wto), l’economista nigeriana Ngozi Okonjo-Iweala, esortando tutte le aziende produttrici del vaccino a considerare seriamente l’idea di rendere libere le loro licenze come hanno già fatto alcune di loro. Nel corso di una intervista alla Bbc, il capo del Wto ha sottolineato la necessità che le multinazionali farmaceutiche che stanno producendo i vaccini contro il Covid-19 facciano tutto il possibile per garantirne l’accesso ai Paesi più svantaggiati.

Tutte le aziende seguano l’esempio di AstraZeneca

Parlando del caso di AstraZeneca, che ha concesso i diritti per la realizzazione del vaccino al Serum Institute, un’azienda indiana che ha dato una forte spinta alla produzione dell’antidoto sviluppato dall’università di Oxford, Okonjo-Iweala ha esortato le altre aziende farmaceutiche che hanno già sviluppato un loro vaccino a seguire la stessa strada. “Novovax e Johnson & Johnson dovrebbero seguire questa strada” ha dichiarato infatti la direttrice dell’Organizzazione mondiale del commercio, sottolineando che “ci sono capacità nei Paesi in via di sviluppo che non sono state usate fino ad adesso”.

Concedere la licenza sui vaccini potrebbe salvare molte più persone

“Concedere la licenza sui vaccini potrebbe salvare molte più persone” ha aggiunto Okonjo-Iweala, ammettendo però che i membri del Wto sono molto divisi sulla questione dell’allentamento delle regole sulla proprietà intellettuale che sarebbe alla base di questa cessione dei diritti. La questione è stata sollevata dall’India, dal Sud Africa e da dozzine di paesi più poveri che vogliono replicare liberamente i vaccini ma la loro richiesta di un accordo in deroga è stata rigettata dai paesi più ricchi che hanno votato contro in sede Wto, tra i quali l’Italia. Il punto è che molti Paesi ricchi hanno ordinato le dosi alle aziende farmaceutiche prima di sapere se il vaccino in fase di sviluppo sarebbe stato efficace facendo quindi molti più ordini del necessario.

Oms: Distribuzione dei vaccini è ancora troppo squilibrata

La stessa Oms in settimana aveva spiegato che la vaccinazione covid è partita in 190 paesi ma la distribuzione dei vaccini è ancora troppo squilibrata. “All’inizio dell’anno, ho chiesto a ogni Paese di iniziare a vaccinare per primi i lavoratori della sanità e gli anziani nei primi cento giorni del 2021. Questa settimana arriviamo ai primi 100 giorni e 190 Paesi hanno iniziato la vaccinazione” ha spiegato il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) Tedros Adhanom Ghebreyesus, ricordando che “In alcuni paesi i lavoratori della sanità e le persone a rischio mancano ancora completamente di vaccini e aumentare la produzione ed avere una distribuzione equa è il principale obiettivo per battere la pandemia”.  Il programma Covax per un’equa distribuzione dei vaccini intanto “ha già consegnato 36 milioni di dosi a 86 paesi ed economie ed è sulla via per raggiungerne 100 questa settimana”.

(Antonio Palma – FanPage.it)

 

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