Insulti antisemiti e coltellate al rider figlio di un deportato a Mauthausen

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L’aggressione da parte di un collega è avvenuta a Roma davanti ad un fast food nel corso di una pausa delle consegne, in manette è finito un rider romano di 51 anni 

Prima gli insulti razzisti ed antisemiti, poi le coltellate. La  Digos della questura di Roma ha eseguito una misura di custodia cautelare, emessa dal gip del Tribunale di Roma su richiesta della procura di Roma, a carico di un 51enne rider italiano accusato di aver ferito un collega davanti al McDonald’s di via Appia Nuova.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, all’origine dell’episodio vi sarebbe stato un diverbio sorto per alcune espressioni di spregio contro gli extracomunitari e le persone di religione ebraica pronunciate dal 51enne all’indirizzo di alcuni addetti al medesimo servizio di food delivery, in quei momenti in attesa di ritirare gli ordini da consegnare.

L.A., 59 anni, figlio di un deportato nel campo di concentramento di Mauthausen, ha reagito protestando contro il collega ma la situazione è rapidamente degenerata e quest’ultimo ha estratto un coltello iniziando a colpirlo con fendenti al volto, alla testa ed all’inguine.

Le successive indagini, condotte dalla Digos e coordinate dalla procura capitolina, attraverso l’analisi dei filmati registrati dalle telecamere di videosorveglianza installate nell’area dell’accoltellamento e le testimonianze della vittima e delle persone che hanno assistito alla lite, hanno consentito di ricostruire la dinamica dei fatti.

Gli elementi raccolti, anche mediante accertamenti esperiti presso le società di food delivery, hanno permesso, in poche ore, di identificare l’autore dell’aggressione, che ha piccoli precedenti, e che stamattina è stato arrestato.

Nel corso delle operazioni gli agenti hanno anche rinvenuto l’arma utilizzata per l’accoltellamento.

(Agi)

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